Scuola, Azzolina: valanghe di bugie sulla mia tesina... -4-

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Roma, 15 gen. (askanews) - "Io ho seguito una ragazzina che aveva 17 anni e soffriva di ritardo mentale lieve. Un'esperienza che ti cambia la vita. In meglio, ovviamente. E che ti insegna tantissimo. Questo era il focus del mio lavoro. Io stessa per dovere di trasparenza ho dovuto ricontrollare tutto. Anche perché sono passati dieci anni da allora: avevo 27 anni, mi ero trasferita dalla Sicilia a La Spezia per insegnare, e da lì tutti i giorni prendevo il treno e andavo a Pisa a frequentare i corsi. Quindi dopo dieci anni facevo onestamente fatica a ricordare e sono andata a vedere". E quindi dopo aver controllato spiega: "Allora la relazione è strutturata cosi: c'è una prima parte di introduzione e poi, 3/4 del lavoro sono sul tirocinio. Ad essere valutata non è, non è, la relazione in sé, ma, l'orale che parte da quel lavoro. Chi mi accusa ha segnalato quattro frasi, che sarebbero la prova di un reato di plagio, tutte contenute nelle prime pagine introduttive. Ebbene, le parti ' incriminate sono semplicemente definizioni. Prese da manuali diagnostici che sono i testi di riferimento assoluto, in pratica la Bibbia, del settore. Questo per dire che sono testi noti e arcinoti nell'ambiente. Queste frasi sono appunto definizioni oppure elenchi, elencazioni tipologiche, per esempio: i vari gradi del ritardo mentale, oppure l' elenco delle cause di una malattia. E' praticamente impossibile insomma voler far passare queste porzioni di testo per una presunta idea originale rubata a qualcun altro".

Per far capire meglio "uso un'immagine volutamente eccessiva ma che spiega bene: è come se io domani scrivessi in un testo che la Terra gira intorno al Sole, senza citare Galileo Galilei".

Ma "Andiamo avanti: c'è una legge che disciplina queste cose. L'articolo 70 di questa legge sul diritto d'autore dice che se tu prendi, senza citarlo, un passaggio di un manuale, non è da considerarsi plagio se il lavoro in questione, cioè la tesina, 'non costituisce concorrenza all' 'utilizzazione economica dell' opera originale'. In parole povere: la mia relazione della Ssis, in cui parlo del lavoro fatto in classe con una ragazzina con disabilità, deve diventare secondo qualcuno un prodotto concorrenziale alla bibbia internazionale di riferimento del settore? E questo perché ci sono riportate, nell'introduzione, quattro definizioni mediche? Stiamo veramente parlando di questo?".

"Altra cosa: ieri un altro giornale ha fatto un test con un software che viene usato in ambito accademico proprio per verificare se i lavori contengono delle copiature. Il risultato è che nella mia relazione, semplicemente, non c'è alcun plagio. E l'hanno analizzata tutta, non le prime tre pagine". "Per me questo è un capitolo chiuso, non porto rancore né con chi ha sollevato il caso, né con chi lo ha superficialmente rilanciato. Anche perché ho intenzione di parlare d'altro, delle cose che ci sono da fare per la scuola. E sono già al lavoro. Mi aspetto delle scuse. So già che non arriveranno. Vado avanti fiera del mio percorso di studi e del fatto di essere una docente e una futura dirigente scolastica. Una cosa, però, non tollero: a causa di queste bugie sono stata definita un cattivo esempio per i ragazzi. E' grave, è scorretto. Questo è l'aspetto che più mi ha addolorato. Perché sono un'insegnante e nulla è più prezioso per me degli studenti. Molti dei miei ex alunni mi scrivono quotidianamente. Non accetto di essere additata come un cattivo esempio. O, peggio una bugiarda. Ho deciso di dedicare la mia vita alal scuola. Sono una delle tante giovani che ha fatto con impegno la Ssis. Che ha studiato e lavorato con sacrificio,lontano da casa, lasciando gli affetti. Una delle tante docenti che ha fatto meglio che poteva un lavoro che è il collante nazioanle più solido. Continuerò a farlo e mi auguro che ora tutti abbiano capito come stanno le cose". E "adesso giudicatemi per il mio lavoro. Solo per quello".