Scuola, Casellati: promuovere vera uguaglianza accesso istruzione

Pol/Bac

Roma, 14 nov. (askanews) - "Promuovere una vera uguaglianza nell'accesso all'istruzione significa sostenere una crescita equa di tutto il Paese, basata sul merito, sulle capacità, sull'impegno e sulla passione". Lo ha detto il presidente del Senato Elisabetta Casellati nel suo intervento al seminario organizzato da Usmi-Cism dal titolo "Autonomia, parità e libertà di scelta educativa in Italia e in Europa".

"Per soddisfare questa esigenza - ha aggiunto - potrebbe essere utile una riflessione, da parte di tutte le istituzioni, sulla via suggerita dall'Ocse di finanziamenti mirati alle famiglie più povere, o una attenta valutazione di proposte come quella contenuta nel documento della Cei, che suggeriscono la determinazione di un 'costo standard di sostenibilità per allievo' a carico dello Stato e da distribuire a beneficio tanto delle scuole pubbliche, quanto di quelle paritarie".

Secondo la presidente del Senato "dare agli studenti e ai genitori la possibilità di scegliere tra una buona scuola pubblica statale e una buona scuola pubblica paritaria, favorirebbe, ad esempio, una proficua, leale e necessaria concorrenza tra gli istituti scolastici. Una concorrenza che avrebbe il merito di innalzare il livello dell'offerta didattica, di valorizzare il ruolo dei docenti, di produrre maggiori e migliori competenze e nuove professionalità che, una volta impiegate, potrebbero tradursi in nuove ricchezze per tutto il Paese".

"Una concorrenza - ha rimarcato Casellati - che si svolgerebbe comunque sotto lo sguardo garante dello Stato e in piena in armonia con gli obiettivi costituzionali. Perchè è proprio la Costituzione a ricordarci che scuola pubblica e scuola privata non si devono distinguere come sistemi alternativi o in contrasto tra loro, ma come un unico strumento di crescita e di sviluppo delle nuove generazioni".

"E' la Costituzione - ha ricordato il presidente del Senato - a dirci che l'iniziativa privata in materia di istruzione deve avere il diritto e la libertà di affiancarsi alla doverosità dell'azione statale e di concorrere con essa alla realizzazione dell'interesse della collettività. Una scuola più equa quindi: nell'accesso, nell'offerta didattica, nella sostenibilità della scelta educativa. Una scuola che richiede il contributo di tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni alle associazioni dei genitori".

"Un contributo che deve arrivare anche da momenti di approfondimento e di condivisione come questo e dalle idee, dalle proposte, che possono maturare attraverso un dialogo aperto, costruttivo, sereno e responsabile. Un dialogo che possa ispirare il nostro agire oggi, nell'interesse del futuro dei nostri figli e delle generazioni che verranno", ha concluso.