Scuola, cento falsi maestri assunti negli istituti in tutta Italia

La sede del MIUR

Nuovo scandalo nell’Istruzione italiana: tutto parte da un’inchiesta della Procura di Cosenza che ha scovato diplomi magistrali contraffatti per entrare nelle graduatorie e certificazioni sul sostegno per prendere punteggio. Tali diplomi sarebbero costati 3.000 euro l’uno, e sarebbero coinvolti almeno quattro istituti calabresi. Sono in totale trentotto gli insegnanti senza titolo già raggiunti da un avviso di garanzia. Come è potuto accadere?

Ripartiamo dai numeri: ci sono attualmente 100 maestri falsi, andati a lavorare in Calabria e nel resto d’Italia tra la scuola d’infanzia e le elementari. Sono in loco a insegnare materie che probabilmente non conoscono e accompagnano bambini nei loro primi passi senza averne diritto.

La Procura di Cosenza sta tirando le fila di un’inchiesta che i carabinieri, guidati dal capitano Jacopo Passaquieti, hanno iniziato nell’autunno 2016, partendo da una denuncia del provveditore dell’Ufficio scolastico provinciale. Un’inchiesta che sta dando dei frutti: prima di tutto è stata individuata la bottega del falso, una stamperia dotata di una rete aziendale e di stampanti a colori. Sono stati sequestrati centinaia di certificati simil-pergamena grazie ai quali ragionieri e diplomati tecnici si sono presi un secondo diploma magistrale pagando circa tremila euro.

Questo diploma è l’unico che poteva aprire loro, in maniera immediata, il mondo dell’insegnamento. Per molti di loro è già approdato il posto fisso, ma appunto frodando tutti. Tutto molto semplice: i falsi diplomati magistrali hanno semplicemente consegnato l’attestato all’Ufficio scolastico provinciale per entrare nelle graduatorie nazionali o di istituto.

Addirittura certificati contraffatti circolano da almeno dieci anni, se non di più. Molti dei supposti maestri fanno supplenze da stagioni intere o hanno ottenuto la cattedra partecipando alle fasi di mobilità ministeriale. Sono un po’ dappertutto, da Cosenza fino a Udine (ove è stato sospeso, appunto, un insegnante).

Per i primi trentotto insegnanti, già raggiunti da un avviso di garanzia, il provveditorato di Cosenza ha firmato un provvedimento di espulsione, ma ci sono nuovi casi sui quali si sta lavorando. Sembra che molte altre graduatorie siano state compromesse da questi diplomi falsi. Inoltre si sta indagando su altri filoni legati al diplomificio, per capire se sono stati emessi altri attestati falsi utili per le assunzioni Ata, i lavoratori amministrativi (dirigenti, segretari, bidelli).

Un caso simile, che ha messo in discussione quattrocento lauree figlie di diplomi contestati, era esploso nel 2016 nell’Università di Chieti-Pescara.

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