Scuola, De Cristofaro: in Italia è ancora classista

Gci

Roma, 18 gen. (askanews) - "La vicenda della scuola Trionfale di Roma ci racconta che al di là dell'episodio specifico esiste nel nostro Paese un grande problema da parecchi anni: in Italia c'è purtroppo una scuola classista, la tendenza generale ci parla di una barriera sostanziale, non formale o legislativa, collegata alla condizione sociale del Paese e alle diseguaglianze presenti. Ed è una condizione in netta contraddizione con un principio della nostra Costituzione che possiamo tradurre più volgarmente così: se prima si poteva considerare la scuola un ascensore sociale ora non è più così". Lo afferma il sottosegretario all'Istruzione Peppe De Cristofaro in un'intervista a Fanpage.

"Valorizzare il merito? Il merito è una cosa giusta solo ed esclusivamente quando sono garantite le pari condizioni di partenza - prosegue il sottosegretario di Leu - Altrimenti diventa una grande ipocrisia. Cominciamo a garantire le pari condizioni di partenza e a quel punto sarà giusto parlare di merito . Naturalmente come fai a rimuovere l'ostacolo? Come si fa a far sì che non sia decisivo l'impatto delle condizioni sociali di origine? Anche lavorando molto sulla qualità dell'insegnamento".

"Se in Italia noi abbiamo avuto numeri molto alti che riguardano la dispersione scolastica, se abbiamo un grande problema che riguarda la povertà educativa, tutto questo non nasce dal niente, non è che si sono prodotte dalla sera alla mattina per un destino fortuito. È successo questo perchè si è avuta una linea di tendenza, un'idea di fondo sulla scuola italiana e sulla formazione da 30 anni a questa parte che è andata in una direzione precisa, il problema è che quella direzione era sbagliata. Ora bisogna avere il coraggio e la forza di mettere profondamente in discussione una lunga stagione politica. È per questo che il merito della denuncia di Fioramonti è assolutamente condivisibile e ha ragione: le risorse per la scuola, l'università e la ricerca sono poche. Tra l'altro sono molto di meno di quanto accade negli altri Paesi Ue, e quindi Fioramonti aveva molta ragione a porre questa questione. Ho condiviso di meno come è noto le sue dimissioni proprio perché ritengo che essendo stato lungo il percorso di destrutturazione della scuola pubblica del nostro Paese non risolveremo in quattro e quattr'otto. Bisognerà invertire la tendenza, non sarà una cosa facile e non sarà nemmeno una cosa immediata".

"Bisogna cambiare proprio il paradigma, e cambiare paradigma significa - conclude De Cristofaro - dare grande centralità a risorse e investimenti, dal punto di vista delle risorse finanziarie ma anche dal punto di vista di come la politica si rapporta alla centralità della formazione dei giovani per garantire un futuro al Paese".