A scuola dagli animali, come l’etologia ci aiuta a capire il mondo (di M. Garofalo)

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A male „Chimp
A male „Chimp

(di Mauro Garofalo)

Cervi nel centro di Mosca, pipistrelli e pangolini al centro del dibattito sulle origini del Covid-19. Per molti versi gli animali entrano nella nostra vita. Può quindi essere utile imparare a parlare con gli altri, con le altre specie con cui condividiamo il pianeta. Due libri vanno in questa direzione, parlano dell’importanza di estendere il nostro pensiero – il mindset – alle altre specie.

Il saggio di Eva Meijer, Linguaggi animali (nottetempo, 18 euro, trad.it. Stefano Musilli) fa parte della collana ambientale terra. “Per molto tempo si è considerato il pensiero come un’attività dell’essere umano sull’essere umano. Oggi le cose stanno cambiando”, scrive Meijer prendendo l’abbrivio dalla relazione uomo-animale per analizzare la grande sfida del futuro: per valutare l’intelligenza degli altri non possiamo usare solo il nostro codice. Occorre un salto linguistico, di conoscenza, fondamentale in un’epoca liquida e improntata alla comunicazione complessa come quella che stiamo vivendo.

Attraverso un’analisi che parte dall’etologia e passa da Cartesio e Heidegger Meijer ci dice che, per fare fronte alle sfide, ogni specie deve utilizzare un sistema complesso di simboli e codici che riescano a ridisegnare i confini stessi della conoscenza. Dai suoni emessi dalle balene al mimetismo dei pappagalli, Meijer passa in rassegna la nutrita schiera dei comportamenti animali – di qui il sottotitolo del libro, Le conversazioni segrete del mondo vivente – citando anche il celebre Konrad Lorenz che, pur di lasciare liberi gli animali con cui viveva, teneva i figli nel passeggino.

La mente animale di Enrico Alleva (codice edizioni, 15 euro) è una nuova edizione di un testo che l’autore – etologo e accademico dei Lincei, un lungo curriculum che comprende la presenza dei consigli scientifici di Agenzia Spaziale e Treccani - scrisse nel 2007, data alla quale risale anche la prefazione di Andrea Camilleri, l’inventore del commissario Montalbano.

Nel testo di Alleva gli animali vengano narrati in sapidi ritratti: dall’istrice che se ne va in giro per il centro di Roma, agli amori omosessuali tra pinguini maschi. L’autore racconta anche, impreziosendo il libro con un certo gusto per il sense of humour, la silenziosa strage degli scimpanzé, falcidiati dall’aids prima e dal bracconaggio illegale poi.

Anche in Alleva c’è il richiamo a capacità degli animali che dovremmo imparare: dall’acquisizione del senso del pericolo alla capacità di fare gruppo. Un libro sobrio, mai sensazionalistico. Che, proprio per questa sua composta capacità di illustrare la mente animale (istinti, passioni, delfini che “parlano”), ci fa capire l’inconsistenza della pretesa di sopravvivere su un pianeta ostile. E allo stesso tempo ci dà strumenti per comprendere il valore del rapporto con gli altri. La sfida è passare da un cervello senza ecologia a un’ecologia dello spazio, trovare un posto nella natura.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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