Scuola divide alunni per ceti, la replica del Miur

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"Quanto apparso sul sito della scuola IC Via Trionfale di Roma non ha nulla a che fare con Linee guida ministeriali o altra documentazione richiesta dal Ministero dell'Istruzione". E' quanto fanno sapere fonti del Miur precisando che "se la scuola, per giustificare la descrizione del contesto che è stata fornita sul proprio sito, sostiene di aver seguito precise Linee ministeriali, riferendosi a documenti come il Rapporto di autovalutazione o il Piano triennale dell'offerta formativa, si sbaglia". 

Il ministero dell'Istruzione replica così all'Istituto comprensivo di via Trionfale a Roma nella bufera per la descrizione fatta sul proprio sito. Descrizione che, secondo il consiglio d'istituto della scuola, sarebbe "da leggere come mera descrizione socio-economica del territorio, secondo le indicazioni del Miur per la redazione del Pof".  

"In quei documenti - precisa ancora il Miur - è richiesta una semplice analisi del contesto al fine di definire al meglio le scelte didattiche e l’offerta formativa, nonché il percorso di miglioramento da realizzare. Tant’è che la descrizione del contesto all’interno del Rav e del Ptof, definiti dall’IC Trionfale, non contiene elementi di discriminazione. Pertanto è stata una libera scelta dell’Istituto inserire quel testo in una pagina di presentazione della scuola ad uso dei genitori, accessibile dall'home page, particolarmente visualizzata, peraltro, nel periodo delle iscrizioni". 

Il dirigente scolastico e il consiglio di istituto della scuola di via Trionfale di Roma dovranno rispondere di istigazione alla discriminazione e di abuso d'ufficio. Il Codacons sta preparando infatti un esposto contro i vertici dell'istituto. ''Si tratta non solo di un gesto vergognoso e squallido, ma di un episodio che potrebbe costituire un reato - spiega il presidente Carlo Rienzi - Per questo abbiamo deciso di presentare una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Roma contro dirigente scolastico e consiglio di istituto, in cui si ipotizza la fattispecie di istigazione alla discriminazione''. L'art. 604 bis del Codice penale punisce infatti ''con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi''.