Scuola, dopo dimissioni Fioramonti si studia profilo successore

Gci

Roma, 26 dic. (askanews) - Nessun bel regalo sotto l'albero per il governo Conte. Come già fatto paventare nei giorni scorsi, il ministro dell'Istruzione e dell'Università Lorenzo Fioramonti ha rimesso il suo incarico nelle mani del premier. Motivo delle dimissioni, la presa d'atto che ogni suo invito (e sforzo) a destinare più fondi nel vitale comparto dell'istruzione sarebbe rimasto inattuato anche se, in 'zona Cesarini', il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, intervistato da Repubblica, aveva annunciato di aver "inserito circa due miliardi aggiuntivi per scuola, università e ricerca" nella manovra, cioè proprio quello che Fioramonti riteneva necessario. La conferma delle avvenute dimissioni è arrivata ieri proprio da fonti di Palazzo Chigi che, in mancanza di ritiro da parte dello stesso Fioramonti delle sue decisioni, ora sta pensando al profilo del successore. Dimissioni che però, afferma sempre Repubblica, non avrebbero un sapore antigovernativo visto che l'ex ministro andrebbe a costituire un gruppo alla Camera a sostegno del premier.

Nel toto-nomi a spiccare sembra essere l'attuale presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, anche lui del M5S anche se altri nomi filtrati in queste ore portano sulle tracce di Nunzio Angiola, Gianluca Rospi e Andrea Cecconi.

A non fare sconti le opposizioni. "Il governo non ha perso un ministro, ma ha fatto perdere all'Italia un anno di educazione civica, bloccando la nostra legge". ha dichiarato Massimiliano Capitanio della Lega. "È questa una delle tante e gravi responsabilità morali di Conte e del Pd. Le dimissioni natalizie di Fioramonti e le voci di un nuovo gruppo parlamentare dimostrano cosa interessi davvero a certi personaggi".

Questo mentre il capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione istruzione della Camera, Federico Mollicone, ha aggiunto che "se un ministro si dimette per l'insufficienza dei fondi stanziati per la scuola e l'università si dimostra il fallimento delle politiche scolastiche del governo PD-M5S di cui faceva parte. Diciamo, però, che lui era la 'padella' e ora temiamo 'la brace'".