Scuola, Fioramonti: mai più anno scolastico al via senza personale

Mpd

Roma, 16 set. (askanews) - "Una scuola veramente "aperta a tutti" non lascia a casa nessuno. "Non uno di meno" diciamo e ciò vale per gli studenti di origine straniera, membri vitali delle nostre comunità scolastiche, come per i docenti necessari a coprire le cattedre scoperte, a partire dagli insegnanti di sostegno senza i quali non può essere garantito il diritto allo studio per gli alunni con disabilità. A tal proposito mi impegno acciocché non accada più che l'anno scolastico cominci senza il personale scolastico necessario". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, inaugurando all'Aquila il nuovo anno scolastico.

"Spesso - ha detto - la scuola è anche il primo se non unico presidio delle istituzioni con cui i cittadini vengono in contatto. Ed è per questo che negli anni le sono stati delegati molti e forse troppi compiti che adesso si rivelano indispensabili come barriere al disagio e alla dispersione scolastica: dall'assistenza psicologica alla cura dei disagi alimentari, dalla educazione all'ambiente a quella alla salute o alla sicurezza stradale. Domande "silenziose", che trovano risposte incerte e discontinue lasciate alla buona volontà delle scuole. Non ho esitato - ha detto ancora il ministro - a definire gli insegnanti dei veri e propri eroi civili e colgo anche questa importante occasione per ringraziarli del lavoro che svolgono, spesso in condizioni difficili e con salari lontani non solo dalla media europea ma anche da quello che sarebbe un giusto risarcimento del valore sociale di ciò che fanno quotidianamente. E lo stesso vale per i dirigenti e per tutto il personale scolastico: nonostante le crescenti incombenze burocratiche dovute alle riforme dei precedenti governi non hanno mai smesso di essere punti di riferimento preziosi con il loro lavoro per i nostri giovani. Uno Stato che vuole investire seriamente sul proprio futuro non potrà che tener conto anche di questo aspetto perché se "i buoni insegnanti sono costosi, i cattivi maestri costano di più"".

"Il nuovo patto scuola-famiglia, che coinvolge i genitori in una virtuosa "alleanza educativa", non può essere che uno degli step della corresponsabilità su cui rifondare la comunità scolastica. Occorre tener conto in misura maggiore della voce degli studenti per coinvolgerli nella cogestione degli spazi educativi. La possibilità di rafforzare le reti territoriali deve consentire anche alle scuole più decentrate di trovare supporti adeguati per costruire comunità solidali in grado di coniugare innovazione e prossimità", ha aggiunto.