Scuola: il 13% non è vaccinato, il 42% in Sicilia

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(Photo: Donato Fasano via Getty Images)
(Photo: Donato Fasano via Getty Images)

Sulla scuola è indietro tutta. Nel Paese in cui c’è una Regione, la Sicilia, con il 42% del personale scolastico non vaccinato, il mese di settembre inizierà nell’indeterminatezza che è assenza di condivisione a livello politico della strategia sul ritorno nelle aule in sicurezza. Anche la Sardegna e la Calabria arrancano. La prima ha un tasso di non vaccinati, tra docenti e non docenti, pari al 33%, mentre la seconda intorno al 30%. E nel giorno in cui Sergio Abrignani, componente del Comitato tecnico scientifico, propone l’obbligo vaccinale per contenere il virus, la politica, almeno per adesso, non intende modificare le regole in campo.

Rimane l’obbligo del Green pass per coloro che varcheranno i portoni degli istituti scolastici, ovvero vaccino effettuato o tampone negativo nelle 48 ore precedenti. Questo perché il governo si basa sui dati a disposizione a livello nazionale. Numeri che vengono considerati anche incoraggianti se non si guarda ai singoli casi regionali. Oggi, secondo gli ultimi dati a disposizione trasmessi dalle Regioni, a non aver avuto ancora la dose di vaccino è il 12,82% del personale scolastico, la scorsa settimana era il 14,55%. Vuol dire che nella settimana di Ferragosto si sono vaccinate circa 27mila persone. Numeri che la struttura commissariale per l’emergenza giudica positivamente e incoraggianti nell’ottica del ritorno nella aule scolastiche.

Ma come si è detto, se ci sono Regioni con il 100% di vaccinati nelle scuole, ce ne sono altre nettamente indietro. E in generale, nonostante l’Italia sia rimasta tutta bianca, senza regioni passate in zona gialla (proprio la Sicilia era la prima indiziata), anche oggi si è registrata una media di settemila contagi quotidiani, sette-otto volte di più rispetto all’anno scorso. E in una situazione in cui non si fa che recriminare da tempo contro la didattica a distanza, l’anno scolastico comincerà tra le polemiche.

Per l’Associazione Nazionale dei presidi sono ancora troppi i problemi da risolvere e la chiarezza manca su diversi punti. Servono “risposte chiare che impediscano alle scuole e ai loro dirigenti di esporsi a difficoltà che appaiono al momento ingestibili e insuperabili, nonché a contenziosi certi”, dice Antonello Giannelli. A partire dal controllo del Green Pass, che Giannelli sostiene debba essere effettuato tutti ogni giorno, “con conseguente aggravio organizzativo e malgrado l’insufficiente disponibilità di risorse umane”.

Per il ministero dell’Istruzione il problema non sussiste perché bisognerà controllare solo il personale non vaccinato, quindi verificare che sia stato fatto il tampone e che sia negativo. Poi c’è il nodo della gestione della sostituzione del personale dichiarato assente per mancato possesso della certificazione verde: “Da una parte si dispone che l’incarico di supplenza sia conferito al quinto giorno di assenza del titolare e dall’altra, non si è in possesso di indicazioni certe sul termine di durata del contratto di supplenza”. Non si sa poi come gestire il personale con certificazione verde con “scadenza in prossimità dell’inizio dell’anno scolastico”.

Il ministro Patrizio Bianchi garantisce di essere al lavoro per riaprire le scuole a settembre con “risorse economiche e regole definite”. Il governo ha approvato un decreto legge con il quale ha stabilito che le attività didattiche si svolgeranno in presenza, ha definito le regole su mascherine, distanziamento e stabilito l’obbligo di Green Pass per il personale docente e non docente: “Il Green Pass non è una misura punitiva, ma uno strumento fondamentale – dice - per la ripresa delle lezioni in sicurezza, che tutela soprattutto i più fragili e la scuola stessa, bene collettivo che tutti siamo chiamati a difendere con responsabilità”. Sull’applicazione, il ministero dell’Istruzione ha inviato una nota alle scuole, spiegando che il rimborso dei tamponi per il personale non vaccinato è da intendersi solo per i fragili, non per i No-Vax. In questo modo si spera che, considerato il costo del tampone da effettuare ogni 48 ore, il personale scolastico sia portato a vaccinarsi. Per adesso i numeri dei non vaccinati, in alcune regioni, sono allarmanti.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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