Scuola, le Regioni vogliono decidere sulla dad. Ffp2, scoppia la polemica

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(Photo: Xinhua News Agency via Getty Images)
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Per le Regioni occorre rivedere i criteri sulla sospensione delle attività didattiche in presenza nelle scuole. Lo chiederanno al Governo con l’intenzione di non limitare esclusivamente alle zone rosse la possibilità per i governatori di emanare ordinanze sulla sospensione delle lezioni in presenza. Il documento, nato da una proposta della regione Campania, sarebbe già pronto e avrebbe anche ottenuto l’appoggio di gran parte dei governatori.

Questo non significa che gli attori della scuola non siano impegnati per il ritorno in presenza. A chiarirlo è intervenuto il il presidente dell’Anp (Associazione nazionale presidi) Antonello Giannelli. “Le polemiche che attribuirebbero ai dirigenti scolastici la volontà di non riaprire le scuole sono infondate. L’Anp ha sempre operato per la scuola in presenza ed è stata molto chiara nell’indicare tre precisi obiettivi - innalzamento del tasso di vaccinazione degli alunni, fornitura per tutti delle mascherine FFP2, ampliamento della rete territoriale di testing - proprio per limitare eventuali future chiusure”, ha spiegato. ”È solo per raggiungere quegli obiettivi che sarebbe stato opportuno, a nostro avviso, effettuare due o tre settimane di DAD. Il Governo ha legittimamente preso una decisione diversa che noi rispettiamo, come è doveroso per qualsiasi dirigente”, ha concluso.

Sulla distribuzione delle mascherine Ffp2 Giannelli ricorda che “non è previsto dal decreto che debbano essere fornite dalle scuole” e che queste sono a carico delle famiglie”. E dopo le denuncia degli studenti sul possibile mancato cambio giornaliero della mascherina, come invece previsto dalle disposizioni, ammonisce: “Il non-cambio può essere motivo di preoccupazione. L’obbligo è di cambiarle ogni giorno. Se il non-cambio sarà un fenomeno diffuso, il ministero ne dovrà prendere atto”.

Da molte regioni emergono gli stessi problemi, tra contagi, classi in quarantena, mascherine Fffp2 e necessità di potenziare il tracciamento. Come ha detto la segretaria generale di Cisl scuola Maddalena Gissi, “i problemi di oggi che i presidi affrontano non sono sempre riconducibili a quelli vissuti nelle esperienze di qualche mese fa” e ha aggiunto che è evidente “la volontà di favorire quanto più possibile per le scuole una ripresa dell’attività ordinaria in presenza, ma la quantità di contagi tra gli alunni e i docenti è in forte crescita”.

A Roma e nel Lazio, ha detto la presidente dell’ANP del Lazio Cristina Costarelli, “calcoliamo due o tre classi a scuola totalmente in Dad a causa dei contagi e i docenti assenti sono circa 10-15 per istituto con punte di 20. Vista la difficoltà di sostituirli un 30-40% di scuole approssimativamente fa orari ridotti”. E sulle Ffp2 Costarelli dice: “Tutto tace”. Dal liceo Newton, dove lei è preside, è stata inviata una circolare alle famiglie: “I genitori devono provvedere a farle avere ai figli - spiega la dirigente - noi non abbiamo soldi per acquistarle ed il Governo ha fatto una norma senza la copertura finanziaria”.

I genitori degli studenti italiani le vorrebbero gratuite. Ad affermarlo è stato Antonio Affinita, il direttore generale del Moige, Movimento italiano genitori. “Riteniamo inaccettabile che i costi delle mascherine Ffp2 ricadano sulle famiglie. E’ necessario che siano date in dotazione gratuita agli studenti anche alla luce delle esigenze di sostituzione periodica”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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