Scuola, lite nel governo poi la mediazione: slitta riapertura

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

La riapertura delle scuole superiori e dei licei slitta all'11 gennaio. Questa, a quanto apprende l'Adnkronos, la mediazione raggiunta in Consiglio dei ministri, dove il Pd era favorevole al ritorno nelle classi dopo il 15 gennaio e il M5S e Iv fermamente contrari, pronti a confermare la data del 7. Alla fine il punto di caduta è stato raggiunto fissando la riapertura per lunedì 11.

Durante il Cdm, ancora in corso, si era discusso animatamente sulla riapertura: il capo delegazione del Pd Dario Franceschini, appoggiato dall'area più 'rigorista' del governo, era infatti favorevole a posticipare le riaperture delle scuole superiori e dei licei, spostando il ritorno sui banchi "non prima del 15 gennaio". Ma ad opporsi con forza a un rinvio era il M5S con la ministra della Scuola Lucia Azzolina, fermi sulla linea dei ritorno nelle aule dal 7 gennaio. Fortemente critiche anche la ministre di Iv, che hanno parlato di "un caos inaccettabile" sul capitolo scuola, "segno di un fallimento del processo di riapertura e del ritorno sui banchi".

Per Azzolina, infatti, "i contagi non sono imputabili alla scuola, non è quella la fonte dei focolai - avrebbe detto la ministra, raccontano all'Adnkronos alcuni presenti - i nostri ragazzi hanno pagato sin troppo, basta chiedere loro sacrifici". Intanto la discussione prosegue, il dl sulle misure da adottare dopo l'Epifania non è stato ancora approvato.

Nel corso della riunione, a quanto apprende l'Adnkronos, la ministra dei Trasporti Paola De Micheli avrebbe spiegato di aver approntato un modello organizzativo scollegato dalla dimensione prettamente sanitaria, perché è impossibile - il ragionamento - sapere come il virus si diffonde su pullman e bus. Ma le sue parole avrebbero provocato l'ira dei 5 Stelle e in particolare del capo delegazione Alfonso Bonafede, animando il dibattito in un Cdm di fuoco.