Scuola, Locatelli: "Ogni sforzo per mantenerla aperta"

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"La scuola è una priorità. Saranno fatti tutti gli sforzi per tenerla aperta. Anche perché sappiamo quanto aver interrotto" la didattica in presenza a marzo "abbia impattato sulle nuove generazioni. Faremo uno sforzo supremo per tenerle aperte". Lo ha assicurato Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente del Cts, in conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dell'evoluzione di Covid-19 in Italia.

L'esperto non ha escluso però qualche adattamento, citando la "didattica a distanza per le superiori", con declinazioni a livello regionale e "non con acriticità". Ribadendo inoltre la necessità di attenzione "per l'entrata e l'uscita da scuola, intesi come trasporti e assembramenti da scoraggiare alla fine delle lezioni". La scorsa settimana il "3,8% dei contagi" era riferibile alla scuola.

Locatelli ha poi spiegato che "l'occupazione dei letti di terapia intensiva negli ultimi giorni è sostanzialmente stabile e sotto la soglia per mantenere le normali attività medico-chirurgica nei presidi ospedalieri. Quindi la situazione anche da questo punto di vista è marcatamente diversa e fa riferimento ad un Paese meglio in grado di gestire tutti gli aspetti che ineriscono alla ripresa della curva epidemica".

Sottolineando che "i soggetti che perdono la vita in questa epidemia sono rimasti sostanzialmente gli stessi, dal punto di vista delle caratteristiche patologiche e di comorbidità, rispetto alla prima fase dell'epidemia", Locatelli ha suggerito "che i più fragili devono continuare a essere protetti in maniera rigorosa, anche con un patto tra generazioni".

"Dalla settimana prossima saremo in grado di effettuare 100 mila tamponi rapidi al giorno. Abbiamo spinto verso l'alto l'iceberg - ha aggiunto l'esperto - ora vediamo di più la base" rispetto alla primavera scorsa. Locatelli ha poi ricordato "il ruolo fondamentale dei medici di medicina generale", non solo collegato ai tamponi rapidi negli studi. "Quanto più riusciremo a mantenere i malati a domicilio, tanto meno sarà la pressione" sul sistema ospedaliero.