Scuola, Pacifico (Anief): "aprire in zone rosse? No, mancano i presupposti"

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Aprire le scuole nelle zone rosse? "No! Non è giusto correre rischi tanto più che mancano i presupposti per poter parlare di riapertura, cioè spazi in più necessari per contenere la diffusione del virus attraverso il distanziamento". Non ha dubbi sul tema Marcello Pacifico, presidente nazionale dell'Anief, Associazione nazionale insegnanti e formatori, che conversando con l'Adnkronos ricorda: "In base alle norme covid ogni 35 mq non dovrebbero essere ospitati oltre 15 alunni e noi ne abbiamo invece 25-30, tra l'altro in meno di 35 mq". Secondo il sindacalista "va immediatamente definito un nuovo piano di edilizia scolastica. Il Ministro Bianchi aveva promesso che avrebbe provveduto all'apertura dei tavoli. Lo invitiamo a procedere all'ascolto entro Pasqua. Altrimenti perderemo il terzo anno consecutivo".

"La messa in sicurezza degli edifici è un tema da dibattere subito, o la dad da strumento straordinario entrerà nell'ordinarietà didattica - prosegue - Le scuole italiane non vanno dotate di banchi ma di aule in cui mettere i banchi per attuare con maggiore contezza il distanziamento sociale. Non è un caso - rimarca - che l'incipit sia stato organizzare la didattica in presenza al 50% per evitare l'assembramento. Ed adesso attraverso i fondi del Pnrr vanno rivisti i criteri di formazione delle classi, perché il covid lo avremo ancora per un anno. Il problema deve essere di prospettiva. Solo in quest'ottica si potrà parlare di riapertura in zone rosse".

I tamponi obbligatori potrebbero essere uno strumento per riportare i ragazzi in classe? "In zona rossa andrebbero fatti ogni giorno. Non credo lo Stato possa sostenere uno sforzo simile per quasi otto milioni di studenti oltre al personale scolastico - risponde - Piuttosto con un nuovo piano di edilizia scolastica che vada a ridefinire per metratura il rapporto alunni insegnanti, da mantenere anche dopo la pandemia, per settembre ce la si può fare. Ma non si può chiedere al sindacato di mandare in presenza in zona rossa docenti con età media over 50 per più del 60% , al 30% over 55".

(di Roberta Lanzara)