Scuola, preside Avogadro (Roma): "Domani 35 classi su 48 in ddi"

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Nessun suono della campanella oggi per gli studenti del liceo scientifico Avogadro, nella Capitale, riuniti on line in assemblea, prevista da tempo. Ma già la dirigente scolastica Katia Tedeschi sa che domani ben "35 classi su 48 saranno in ddi" e che "sono 76 i casi segnalati di positività, 66 positivi e 10 contatti stretti. Sono numeri incredibilmente aumentati rispetto a prima ed equamente distribuiti fra gli anni di frequenza. Forse visto il galoppo dei contagi e la varietà delle nuove regole sarebbe stata utiile qualche settimana di dad generalizzata per tutti. Adesso non so quanto potremo resistere", commenta all'Adnkronos.

Sul fronte mascherine ffp2, la situazione all'Avogadro sembra essere più tranquilla: "Possiamo tamponare l'immediata emergenza perché le avevamo acquistate per il personale scolastico, infatti abbiamo già dotato le persone esentate dalla vaccinazione come disposto dal medico di nostro riferimento. Ne abbiamo inoltre ancora una buona riserva. Ma dubito che possano bastare per tutti gli studenti delle classi che progressivamente andranno in sorveglianza o che sia possibile acquistarle con i fondi a nostra disposizione".

"E' tanto faticoso - prosegue la preside - Adesso c'è anche il problema del pranzo, dato che abbiamo gli orari scaglionati, oltre che della merenda per cui per noi si applicano le stesse regole. Gli addetti alla sicurezza e alla prevenzione si stanno riunendo per decidere che adeguamenti apportare al momento della ricreazione per le classi in sorveglianza, cioè dove c'è stato un caso di positività. I due metri di distanza previsti per le mense non sono infatti ipotizzabili nelle aule ma all'aperto". E se piove? "Ho comprato due gazebi e poi ci sono i corridoi. Sono preoccupata soprattutto per la centrale di via Brenta, è una sede storica molto piccola - rileva - Lì la problematica è più forte e il problema permane anche sfruttando tutti gli spazi. Ma ancora abbiamo tempo: se si presenterà il problema, sarà fra 48 ore". Come ha accolto la richiesta di autodichiarazione degli studenti sul loro stato vaccinale? "Da cittadina dico che capisco l'importanza per il legislatore di differenziare tra vaccinati e non vaccinati per salvaguardare la salute pubblica. Ma dal punto di vista delle libertà del singolo, la risposta potrebbe essere molto diversa. Comunque per quanto riguarda l'autodenuncia dei ragazzi non si è tenuto conto di quanto la popolazione studentesca è variegata. Forse sarebbe stata necessaria una attenzione maggiore all'età del minore", conclude.

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