Scuola: preside Gesù-Maria, 'Asl non rispetta nuovo protocollo quarantene' (2)

·1 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

(Adnkronos) – "La ragione della mancata applicazione delle nuove regole è la pandemia in crescita o la mancanza di risorse umane per gestire le nuove modalità? Inoltre chi stabilisce se la pandemia è in aumento? L'Asl Rm1 o il Governo con il Cts?", controbatte il Preside. "Sono anomalie, come il fatto che su una bozza in circolazione da fine ottobre l'Asl non abbia mai sollevato dubbi sulla effettiva attuabilità delle nuove norme. Un'inadempienza che adesso mette noi presidi in imbarazzo anche nei confronti dei genitori che sono arrabbiatissimi per la mancata adozione del nuovo protocollo".

C'è poi l'ostica questione privacy: "Il nuovo protocollo avrebbe dovuto risolvere la discriminazione tra vaccinati e non vaccinati, anche per tutelare la privacy dei ragazzi. Ciò non avviene. E' una privacy che fa acqua da tutte le parti e che vuole salvare la forma ma non la sostanza – commenta il Dirigente – Applicando i protocolli noi veniamo a sapere chi è vaccinato e chi no. Ma formalmente non dobbiamo saperlo. Un gran pasticcio". Il protocollo stabilisce infatti che in presenza di un ulteriore caso positivo oltre al caso indice, i soggetti vaccinati/negativizzati negli ultimi 6 mesi saranno sottoposti a sorveglianza con testing; mentre i soggetti non vaccinati/negativizzati da più di 6 mesi andranno in quarantena. E che in presenza di due casi positivi oltre al caso indice: la quarantena scatta per tutta la classe.

"La mancata adozione del nuovo protocollo ci mette in difficoltà – conclude il preside – I genitori chiedono che sia osservato; quelli dei vaccinati si domandano che hanno vaccinato a fare il figlio, dal momento che la quarantena continua a scattare per tutti. Che rispondere?".

(di Roberta Lanzara)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli