Scuola senza compiti a casa: al via sperimentazione

scuola senza compiti Milano

Una scuola senza compiti a casa? Il sogno della maggior parte dei bambini, che per alcuni è già realtà. È quanto succede a Milano, dove due classi di una primaria, in Viale Brianza, hanno deciso di optare per la sperimentazione Modi, ovvero “Migliorare l’organizzazione didattica”.

Scuola senza compiti a casa

In base a quanto si evince da Il Giorno, presso due classi di una primaria di Milano, in Viale Brianza, le insegnanti hanno deciso di abbracciare la sperimentazione Modi. Quest’ultima è stata proposta dal pedagogista e funzionario del ministero dell’istruzione, Raffaele Ciambrone, con la supervisione del Cedisma, Centro studi ricerche e disabilità dell’università Cattolica. Lo scopo è quello di non svolgere compiti a casa, optando invece per una rivoluzione dell’organizzazione scolastica.

L’istituto comprensivo Ciresola, in viale Brianza, è capofila nell’area milanese del programma Modi. Un progetto che, tra il capoluogo e l’hinterland, interessa ben 14 istituti, sia della scuola primaria di primo che di secondo grado. L’orario scolastico tradizionale vede l’alternarsi nella stessa giornata di materie diverse, mentre con il metodo Modi si opta per “cicli ritmici”. Come dichiarato a Il Giorno da Caterina Cassese, insegnante 43enne di italiano, storia, immagine e inglese nella III C che ha 25 alunni, di cui un disabile, infatti: “Funziona così: alle primarie per una settimana ci si dedica alle materie umanistiche che comprendono italiano, storia, geografia e in quella successiva al blocco scientifico che include matematica e scienze. Significa che se l’insegnante di italiano svolge la sua normale attività di mattino, nel pomeriggio quando arriva la collega dell’area logico-matematica non affronterà la sua materia ma approfondirà l’argomento umanistico, attraverso laboratori”.

Durante il weekend e le vacanze, inoltre, non sono previsti compiti e gli alunni sono solamente invitati, ma senza alcun tipo di imposizione, a rivedere quanto fatto a scuola. Tra i vantaggi del metodo Modi vi è quello di riuscire ad assecondare i ritmi di ogni studente. Ma non solo. Come dichiarato, sempre a Il Giorno, da Roberta Neglia, insegnante 52enne di italiano, storia, arte e scienze motorie per 22 studenti della I A: “Questo programma garantisce il benessere dei bambini. La dimensione del lavoro consente ad ognuno di trovare il suo spazio e di esprimere il potenziale. Il clima di interdipendenza positiva favorisce una forte motivazione”.