Scuola, sindacati indicono sciopero nazionale per l’11 novembre 2019

Sciopero scuola 11 novembre 2019

Non soddisfatti del Decreto scuola pubblicato dal Ministero per l’Istruzione, diversi sindacati hanno indetto uno sciopero nazionale in data 11 novembre 2019. L’iniziativa prevedrà una mobilitazione a Roma nel pomeriggio e diversi presidi concomitanti in altre città.

Scuola, sciopero 11 novembre 2019

A promuovere lo sciopero sono state le maggiori organizzazioni sindacali, ovvero Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams. Il motivo è che secondo loro il governo ha disatteso gli impegni assunti, prima a Palazzo Chigi lo scorso aprile 2019 e poi il 1 ottobre al Ministero. In particolare lamentano le modalità di acquisizione delle abilitazioni per l’insegnamento, sostenendo che concorsi straordinari e abilitazioni dovrebbero procedere in parallelo, cosa che non sta accadendo.

Il decreto ha aperto l’ammissione alla procedura riservata i docenti delle scuole paritarie ai fini abilitanti, come da loro richiesta, ma “questo non esaurisce la partita per gli altri esclusi dai concorsi“. Altro punto su cui sono in disaccordo riguarda il concorso riservato per accedere ai posti di Dsga (Direttori servizi generali amministrativi). Le diposizioni escludono dalla partecipazione il personale Assistente Amministrativo che ha ricoperto quell’incarico nella scuola per almeno tre anni. Una scelta che i leader dei sindacati ritengono politica e inammissibile così come le motivazioni giuridiche addotte nel decreto.

Secondo loro è infatti una contraddizione in termini l’ammissione dei facenti funzione di Dsga ai concorsi ordinari e non a quelli straordinari. Perché questi ultimi servono proprio a “sanare le posizioni consolidate da anni di attività che hanno permesso e permettono alle scuole di funzionare“. E chiedono che chi abbia svolto con merito tale funzione abbia il diritto di avere una prospettiva certa in un percorso riservato.

Per questo l’11 novembre 2019 chiameranno a raccolta i lavoratori interessati, invitati a partecipare all’iniziativa romana davanti alle sedi istituzionali. Altre mobilitazioni saranno contestualmente indette in numerose altre città.