Scuola: sociologo Ricolfi, 'dad favorisce disuguaglianze? Vero, ma c'erano già prima' (3)

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(Adnkronos) – Draghi dice di non aver chiuso le scuole, anche perché se i ragazzi vanno in pizzeria la sera o a fare sport nel pomeriggio, possono andare a scuola il giorno dopo: "Quel che troppo spesso si dimentica, nelle valutazioni dei rischi delle aperture e delle chiusure, è l’enorme differenziale che sussiste fra il livello di rischio delle attività scolastiche e di quelle extra-scolastiche – risponde – Quasi tutto quello che un ragazzo può fare fuori della scuola è meno rischioso di quello che può fare in una scuola non protetta. Lo sappiamo da un anno e mezzo, ossia da quando la comunità scientifica ha documentato che il virus del Covid si trasmette soprattutto per aerosol. Ciò comporta che i rischi di diffusione siano massimi quando: si sta in un ambiente chiuso e senza ventilazione; si sta per molte ore; si sta in molti; si parla spesso. E’ l’identikit perfetto dell’aula scolastica".

Dall'altro lato "quale che sia il mix di attività che i ragazzi praticano fuori della scuola, i rischi sono tendenzialmente minori perché: diverse attività, ivi compreso lo sport, sono all’aperto i gruppi di coetanei sono più piccoli, e si riuniscono per un tempo più breve; l’utilizzo di mezzi pubblici affollati è drasticamente ridotto; una frazione maggiore di tempo è trascorsa a casa, dove le interazioni sono drasticamente ridotte rispetto a quelle entro un’aula scolastica. Queste sono considerazioni qualitative essenzialmente ingegneristiche, che confermano e rafforzano i risultati della letteratura statistica sull’impatto della chiusura delle scuole".

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