"A scuola solo insegnanti col green pass, gli altri sospesi"

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Italy's Patrizio Bianchi, Minister of Education, University and Research attends a press conference at the end of a meeting of the ministers at Palazzo Chigi in Rome on August 5, 2021. - Italy will introduce on August 6 a compulsory health pass to access closed places such as bars and restaurants, the government led by Mario Draghi decided on August 5 in the evening. (Photo by Andreas SOLARO / AFP) (Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images) (Photo: ANDREAS SOLARO via Getty Images)
Italy's Patrizio Bianchi, Minister of Education, University and Research attends a press conference at the end of a meeting of the ministers at Palazzo Chigi in Rome on August 5, 2021. - Italy will introduce on August 6 a compulsory health pass to access closed places such as bars and restaurants, the government led by Mario Draghi decided on August 5 in the evening. (Photo by Andreas SOLARO / AFP) (Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images) (Photo: ANDREAS SOLARO via Getty Images)

In vista della riapertura delle scuole, per quanto riguarda il personale scolastico, docente e non docente, “abbiamo un set di regole chiare, che abbiamo ovviamente dato seguendo le indicazioni del Cts: indicazioni che dicono in maniera molto evidente che tutti coloro che hanno un Green pass sono dentro la scuola, saranno presenti all’inizio della scuola a settembre, invece coloro che non hanno un green pass, come dice la norma attuale, ovviamente saranno sospesi”. Lo dice il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi conversando coi giornalisti a margine del Meeting di Rimini, sottolineando che “c’è il massimo impegno per il ritorno a scuola in presenza”.

In un’intervista al Sole24Ore, Patrizio Bianchi aveva detto che “la stragrande maggioranza del personale scolastico, che voglio nuovamente ringraziare, ha compreso l’importanza della vaccinazione, compiendo un gesto fondamentale per tutelare se stessi, i più fragili e la scuola intera. Ci sono poi coloro che non possono vaccinarsi, per problemi di salute, che vanno tutelati proprio perché sono più esposti. Resta una quota di persone che, per diverse ragioni, non vogliono vaccinarsi e che si assumeranno le proprie responsabilità individuali”.

Oggi l’ex coordinatore del Cts ed ex consulente del ministro dell’Istruzione Agostino Miozzo ha espresso i suoi timori per la ripresa. “Sono molto preoccupato per l’inizio della scuola. Non vedo quell’indirizzo chiaro, quelle indicazioni granitiche che servirebbero. Vedo invece che si delegano al territorio...” dice al Corriere della Sera. “Ai presidi o alle scuole - afferma Miozzo - si delegano decisioni delicate che invece i ministri e il governo dovrebbero prendere in modo netto senza che possano essere interpretate o aggiustate”. La questione per l’ex coordinatore del Cts è che “non si può dire: il distanziamento di un metro tra banchi è una misura preventiva, ma se non potete, non importa, basta la mascherina. O dire aprite le finestre per cambiare l’aria: sono indicazioni imprecise che non servono ai dirigenti per prendere decisioni. E sui trasporti: limite all’ottanta per cento della capienza. Bene ma chi controlla?”. Per Miozzo il rischio di tornare in Dad è concreto: “Le Asl e i presidi di fronte alla decisione di chiudere e riaprire una scuola, se c’è un focolaio, adotteranno misure protettive per il decisore, quindi la Dad sarà inevitabile. Ci vogliono modelli, indicazioni non interpretabili. Mi immagino i conflitti nelle scuole. Un genitore, magari poco convinto, vaccina il figlio per farlo andare in presenza e poi se lo ritrova in Dad. Non capisce più nulla. Deve sapere che cosa e perché succede. Chi sono i contatti stretti? Quello del banco vicino, tutta la classe. Se il positivo è il prof di ginnastica, 8 classi vanno in quarantena?”. E per coloro che non si sono ancora vaccinati “devono essere prese decisioni appropriate come avviene nella Sanità”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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