Scuola, Uil: su nomine è chiaro, si vuol far cassa

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Roma, 30 lug. (askanews) - "La mossa di oggi del MEF è il sintomo chiaro che sulla scuola si voglia fare cassa. Ridurre l'autorizzazione chiesta dal ministro di 5000 posti, palesa l'intenzione di tagliare posti di organico, sia pure per motivi legati alla denatalità. E' un errore. La circostanza per cui la curva demografica flette, è piuttosto l'occasione per (ri)costituire le condizioni per un rilancio del sistema che a parole tutti vorrebbero fare, quando nei fatti scattano le forbici del MEF". Così afferma in una nota il segretario generale della Uil scuola, Pino Turi.

Un principio che abbiamo fatto rilevare in sede di audizione parlamentare - continua Turi - proprio in relazione alla riduzione degli alunni per classe. "Se dovesse andare avanti la scelta del MEF, si ritornerebbe all'antico: la politica dell'austerità, una politica di restrizioni sulla scuola che equivale a ridurre gli investimenti, che in Italia, in termini di PIL sono già i più bassi dell'area euro".

La scuola "e il futuro di questo paese imporrebbero un incremento di risorse, investimenti che avrebbero nel tempo vantaggi economici e sociali. Ci auguriamo e rivendichiamo nei confronti del governo scelte di politica economica, coerenti con l'accordo sindacale di aprile. L'Esecutivo ne tenga conto e approfitti del decremento delle nascite almeno per mantenere invariata la spesa destinata all'istruzione. Se non ora quando ci capiterà nuovamente un'occasione del genere? E' ciò che chiederemo al ministro e alla maggioranza che lo sostiene".