Scuole professionali, iscritti in calo da 16 anni: a oggi sono la metà

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Ad oggi solo il 14,4 per cento degli studenti sceglie di frequentare un istituto professionale dopo la terza media. Un dato che va contro il 15, 2 dell’anno scorso: a giugno il Miur ha infatti pubblicato i dati inerenti le iscrizioni scolastiche per l’anno 2019-2020. Nel giro di sedici anni gli iscritti agli indirizzi professionali si sono dimezzati e niente sembrano essere servite le due riforme -Gelmini con Berlusconi nel 2011 e Toccafondi con Gentiloni nel 2017. Eppure nell’anno scolastico 2003-2004 gli istituti professionali erano le scuole più richieste, poi però dal 2003 ha avuto inizio una discesa continua.

Scuole professionali, iscrizioni in calo

Da sedici anni gli istituti professionali continuano a perdere colpi, giudicati poco validi nel nostro Paese. In perdita sono anche i settori più in voga -come quello enogastronomico: i dati mostrano una perdita pari allo 0,2 per cento. Secondo una ricerca della Fondazione Agnelli pubblicata lo scorso 2018, le famiglie italiane lamentano che gli istituti professionali diano minori garanzie di occupazione. I giovani scelgono i licei: nell’ultimo quinquennio su 542.654 richieste di iscrizione alla prima superiore, il 54,6 per cento si è affidato a un liceo classico, uno scientifico e un linguistico.

Gli istituti tecnici segnano una leggera ripresa: in forte calo, come già appurato, i professionali -tuttavia i professionali quinquennali sono in leggera risalita (0,1 per cento), sebbene crollino le adesioni alle scuole regionali con un percorso di tre o quattro anni. Questa crisi riflette quella del progetto di Alternanza Scuola Lavoro: un’iniziativa che vede le strutture ospitanti diminuire drasticamente: da 208 mila a 190 mila. Nell’anno appena conclusosi infatti soltanto il 53 per cento degli studenti aveva aderito al progetto.