Se le tartarughe marine mangiano plastica: è l'80% dei rifiuti

Gtu

Roma, 4 giu. (askanews) - La plastica è l'80% dei rifiuti che galleggiano in mare e si accumulano sulle spiagge, così la plastica è diventata il cibo delle tartarughe marine, che, con l'apparato digerente pieno di cannucce, tappi, reti, involucri e residui vari, muoiono. In occasione della Giornata mondiale dell'ambiente del 5 giugno, quest'anno dedicata alla plastica in mare, Ispra presenta i primi risultati del progetto Indicit che monitora la Caretta caretta. La tartaruga è diventata un indicatore ambientale per rispondere ad una domanda semplice: se la plastica è l'80% dei rifiuti quali sono gli impatti sulla fauna marina di tali quantitativi e in che modo minacciano l'equilibrio delle specie nei loro ecosistemi?

Il progetto europeo Indicit dà una risposta partendo dallo studio delle tartarughe marine nel Mediterraneo. Perché - spiega l'Ispra - l'ampia distribuzione geografica della specie, la loro presenza in differenti habitat e la caratteristica di ingerire i rifiuti marini fanno della Caretta caretta un buon indicatore per valutare l'impatto della plastica sulla fauna marina. Dopo un primo anno di analisi eseguite su 611 tartarughe (187 vive e 424 morte rinvenute sulle spiagge) è emerso che il 53% degli esemplari presentava plastica ingerita. Tra le tartarughe morte, il 63% aveva plastica nell'apparato digerente, mentre tra quelle vive è stata rinvenuta nelle feci nel 31% dei casi.

I primi risultati del progetto mostrano, inoltre - sottolinea Ispra - quanto gli oggetti di plastica si spostino da un mare all'altro anche su grandi distanze per mezzo delle correnti marine. Ad esempio, nello stomaco di tartarughe spiaggiate in Italia è stato rinvenuto l'involucro di uno snack francese, insieme a cannucce, tappi, lenze e ami. Oltre all'Ispra il progetto coinvolge partner internazionali in Grecia, Spagna, Canarie, Azzorre, Francia, Tunisia e Turchia. Grazie ad Indicit (indicit-europa.eu) si sperimenta così una nuova metodologia per utilizzare la Caretta caretta nello studio dei rifiuti marini e verificare l'impatto delle microplastiche nei pesci.

Indicit è una della numerose attività di studio sulla plastica in mare che Ispra porta avanti da alcuni anni. Tra i più recenti, il progetto Plastic Busters Mpa monitora gli effetti, ancora poco noti, delle macro e microplastiche nelle aree marine protette del Mediterraneo; Medsealitter, è un progetto per individuare i macro-rifiuti galleggianti attraverso l'uso di droni, aerei, osservazioni a bordo di piccole navi e traghetti, al fine di valutare l'efficacia degli strumenti normativi sulla riduzione della plastica.