De Luca chiude le scuole. Palazzo Chigi impugnerà l'ordinanza

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NAPLES, CAMPANIA, ITALY - 2021/10/11: Portrait of the  President of the Campania Region Vincenzo De Luca, wearing a protective mask during a press conference in Naples. (Photo by Salvatore Laporta/KONTROLAB/LightRocket via Getty Images) (Photo: KONTROLAB via Getty Images)
NAPLES, CAMPANIA, ITALY - 2021/10/11: Portrait of the President of the Campania Region Vincenzo De Luca, wearing a protective mask during a press conference in Naples. (Photo by Salvatore Laporta/KONTROLAB/LightRocket via Getty Images) (Photo: KONTROLAB via Getty Images)

Lo strappo di De Luca non cambia di un passo la rotta del governo sulla scuola. Palazzo Chigi è pronto a impugnare l’ordinanza con la quale il governatore della Campania impone la didattica a distanza, dall’asilo alle scuole medie, su tutto il territorio regionale, fino al 29 gennaio.

Il provvedimento era stato annunciato in una delle consuete dirette Facebook da De Luca. Non è passato molto tempo prima che Palazzo Chigi facesse sapere che era pronto a ricorrere contro il provvedimento. In tarda serata, poi, la certezza che l’ordinanza fosse in dirittura d’arrivo. La Regione, infatti, ha diffuso una nota che ne anticipava i contenuti. La misura più forte è, per l’appunto, quella della reintroduzione della dad.

La decisione è vista come una forzatura perché, ricordano dal ministero della Pubblica istruzione, il decreto varato il 6 agosto stabilisce che la dad può essere disposta solo in zona rossa o in zona arancione. La Campania, però, nonostante la situazione preoccupante e il forte incremento dei contagi resta in zona bianca.

Questo elemento non è bastato a far cambiare idea al governatore. “Stiamo intervenendo perché siamo in una situazione di emergenza - spiegano ad Huffpost fonti della Regione Campania - nella fascia d’età sotto i 12 anni il numero dei vaccinati è irrisorio, inoltre a causa del contagio mancano gli insegnanti e il personale Ata”.

L’idea che il provvedimento possa essere impugnato sfiora gli uffici del governatore, ma la linea non cambia. Così come non cambia la linea del ministro dell’Istruzione Bianchi: il 10 gennaio si torna a scuola in presenza. Con le norme varate nell’ultimo decreto, nonostante l’appello dei presidi e l’allerta di alcuni esperti.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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