"Se mi cacciano faccio ricorso e chiedo io 100mila euro, oltre ai danni biologici e penali". La Fattori, M5s, sulle barricate

Huffington Post

Elena Fattori, senatrice M5s che vorrebbe lottare per i principi originari del Movimento per questo derubricata nel ruolo di dissidente, ci tiene a precisare, parlando al Corriere della sera, che lei ieri non ha votato il decreto Genova perché stava male. "Avrei tanto voluto esserci al Senato per il voto sul decreto Genova e Ischia». Anche se avrebbe votato contro, come precisa.


«La questione del condono di Ischia la sapete. È una schifezza. E mi sarebbe interessato capire cosa si diceva degli emendamenti sullo sversamento dei fanghi velenosi».

Ma la Fattori non è solo allarmata dai contenuti della ora legge su Genova, ma dalla piega del confronto nei M5s.

«Nel Movimento non c'è discussione. Non c'è più una sede dove si possa discutere di queste questioni. Siamo passati direttamente dalle riunioni fiume alle ratifiche. Basterebbe una via di mezzo»».


E alla testuggine di Di Maio che attacca lei come altri non più ortodossi sui soldi da versare risponde:

«Quello è un mantra che non funziona più. No, è stato usato per tutte le espulsioni e non ci crede più nessuno. La brutta figura la fa chi mette in giro queste voci».

E aggiunge a chi dice nel Movimento che se vengono cacciati devono pagare una penale di 100mila euro:

«Centomila euro? Se mi cacciano, glieli chiedo io 100 mila euro. Faccio ricorso e chiedo danni biologici e penali. Dopo averci messo tanta passione, essermi inimicata i poteri forti, aver sacrificato una parte della mia vita, mica possono buttarmi fuori così».



Continua a leggere su HuffPost