"Sea-Eye", salvataggi nella notte tra Libia e Tunisia: 492 migranti cercano un porto sicuro

La nave dell'organizzazione umanitaria tedesca "Sea-Eye" ha effettuato, mercoledì, tre operazioni di salvataggio, nel Mediterraneo centrale, al largo tra Libia e Tunisia, salvando un totale di 416 migranti (tra cui decine di minori e un neonato), portati a bordo.

Nella notte tra mercoledì e giovedì, la "Sea-Eye 4" ha salvato altre 76 persone da un gommone che stava letteralmente affondando, sempre nello stesso punto del Mar Mediterraneo.
Evitate una tragedia.

Ora i migranti sulla nave sono 492.

Maria Maida/Sea-Eye
I giubbotti di salvataggio. - Maria Maida/Sea-Eye

"E' una fortuna che la Sea-Eye 4 si trovasse a meno di tre ore di distanza al momento della richiesta di soccorso di Alarm Phone e che sia arrivata in tempo durante la notte", ha dichirato il presidente di "Sea Eye", Gorden Isler, che accusa la Guardia Costiera libica di non essere intervenuta e chiedendo, ora, urgentemente un porto di sbarco per i naufraghi.

Maik Ludermann/Sea-Eye
La nave Sea-Eye 4. - Maik Ludermann/Sea-Eye

Come spiega la stessa Ong in un comunicato, molte delle persone soccorse durante la notte sul gommone hanno riportato ustioni chimiche e sono state curate dall'ospedale di bordo della "Sea-Eye 4", a causa del carburante fuoriuscito dal gommone e mescolatosi con l'acqua di mare, creando una miscela corrosiva che brucia la pelle.

Le persone soccorse soffrono anche di ipotermia, disidratazione e grave esaurimento.

"Le persone salvate questa notte devono scendere a terra rapidamente, dopo aver ricevuto le prime cure a bordo, per ricevere ulteriori cure adeguate. È sconvolgente che il salvataggio continui a dipendere da Ong come noi e anche dalla fortuna che i soccorritori marittimi si trovino nelle vicinanze. L'Unione europea deve finalmente collaborare per trovare una soluzione umana", ha dichiarato il dottor Harald Kischlat, presidente di "German Doctors".

L'organizzazione umanitaria, con sede a Bonn, fornisce un sostegno sostanziale per il funzionamento dell'ospedale di bordo e mette regolarmente a disposizione medici tedeschi per le missioni volte a garantire le prime cure mediche sulla "Sea-Eye 4".

Secondo gli ultimi dati del Ministero dell'Interno al 13 giugno, dall'inizio dell'anno sono arrivati sulle coste italiane 21.862 migranti, rispetto ai 16.737 dello stesso periodo del 2021.

Direzione Lampedusa

La nave Aita Mari della Ong spagnola "Salvamento Maritimo Humanitario" sta navigando verso Lampedusa, dopo aver salvato in tre operazioni 68 migranti e in attesa che venga curato un giovane che ha sofferto di ipotermia e sintomi di annegamento, dopo essersi gettato in mare per evitare di essere intercettato dalla Guardia Costiera libica.

La nave ha riferito che è stato deciso di portare l'imbarcazione a Lampedusa, anche se non è ancora stato autorizzato lo sbarco, in considerazione della necessità di cure mediche del giovane, che questa mattina si sentiva comunque meglio, stabile e non aveva più bisogno di ossigeno.

Mentre la nave si dirigeva verso Lampedusa, è stata segnalata la presenza di una nuova imbarcazione alla deriva e, alla fine, sono state localizzate e soccorse 40 persone. 
Ora a bordo dell'Aita Mari si trovano 68 migranti, tra cui sei bambini di età compresa tra gli 8 mesi e i 4 anni, sei donne e un minore, mentre il resto sono uomini.

Camilla Kranzusch/Sea-Eye
L'occhio del mare, sempre di sentinella. - Camilla Kranzusch/Sea-Eye
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