Sean Connery rimarrà per sempre "l'unico" James Bond

Andrea Cauti
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AGI - Sean Connery e James Bond, Agente di Sua Maesta britannica 007. Chi è chi? Malgrado l'attore scozzese, scomparso oggi a 90 anni si sia fatto amare e apprezzare in quasi 50 anni di carriera per tante interpretazioni iconiche (da protagonista come in 'Marnie', 'Entrapment' e 'Il nome della Rosa' oppure da non protagonista come 'Highlander', 'Indiana Jones e l'ultima crociatà e 'Gli intoccabilì che gli valse l'Oscar), nell'immaginario comune di tante generazioni Sean Connery è James Bond. Forse, addirittura, 'l'unico' James Bond.

Per l'attore, interprete negli anni Cinquanta di particine in diverse produzioni tv e cinematografiche, la svolta arrivò nel 1962. L'anno prima i produttori inglesi Albert Broccoli e Harry Saltzman avevano comprato i diritti di tutti i libri di Ian Fleming (eccetto 'Casino Royale') e avevano raggiunto l'accordo con la United Artists per la produzione di 'Licenza di uccidere'.

Inizialmente i produttori avevano pensato a un nome importante, ma nessuno dei papabili - Richard Johnson, James Mason, Rex Harrison, David Niven, Trevor Howard, Patrick McGoohan e Cary Grant - era interessato. Così fu indetto un concorso per trovare James Bond. Vennero selezionati sei finalisti che furono sottoposti a provino da Broccoli, Saltzman e dallo stesso Ian Fleming (lo scrittore sarebbe morto nel 1964).

Il vincitore del concorso fu un modello ventottenne di nome Peter Anthony, scelto perchè assomigliava a Gregory Peck. Anthony fu sottoposto ad alcune prove aggiuntive, ma si rivelò completamente fuori ruolo e per questo venne escluso. Alla fine i produttori chiamarono uno dei sei esclusi, lo scozzese Sean Connery. Il giovane attore aveva un curriculum modesto, ma riuscì a convincere i produttori che lo misero sotto contratto per cinque film, e in seguito per un altro ancora.

Per interpretare James Bond Sean Connery fu costretto a indossare un toupet, a causa della calvizie e del fatto che un capo scoperto avrebbe certamente nuociuto al fascino del personaggio di Bond.

Il primo film 'Agente 007 - Licenza di uccidere' ottenne un successo strepitoso e convinse i produttori a confermare Sean Connery nel ruolo di 007 per altre quattro pellicole: 'Agente 007, dalla Russia con amorè (1963), 'Agente 007 - Missione Goldfinger' (1964), 'Agente 007 - Thunderball' (Operazione tuono) (1965) e 'Agente 007 - Si vive solo due volte' (1967). Connery interpretò il ruolo di 007 fino al 1967, quando durante le riprese del quinto film 'Agente 007 - Si vive solo due volte' di Lewis Gilbert, decise di abbandonare il personaggio, preoccupato della sua identificazione solo con l'agente segreto.

'Si vive solo due volte' è stato il primo film in cui i testi di Ian Fleming sono stati pesantemente revisionati, cosa che nei film successivi avverrà sempre più spesso, nonostante ciò la pellicola ebbe molto successo. Connery come annunciato rinunciò a interpretare James Bond nel successivo film e venne sostituito da George Lazenby.

'Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà' (1969) di Peter R. Hunt fu però un insuccesso, il peggiore della serie dei film di James Bond. Per questo nel 1971, dopo lunghe e complesse trattative, a seguito dell'insistenza della produzione e dalle recensioni negative del pubblico su Lazenby (unico interprete 'ufficalè di Jame Bond a fare un solo film), Connery riprese il suo ruolo in 'Agente 007 - Una cascata di diamantì di Guy Hamilton, raggiungendo un accordo con i produttori; dopo il successo della pellicola il suo addio divenne definitivo passando così il testimone a Roger Moore.

Tuttavia nel 1983 tornerà nuovamente sui suoi passi grazie al compenso record per il film 'Mai dire mai' di Irvin Kershner, un remake - fuori dal ciclo ufficiale - di 'Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono)', già interpretato da Connery nel 1965. Dopo Sean Connery furono molti gli interpreti di James Bond, alcuni dei quali iconici come Roger Moore (sette volte) o l'ultimo, Daniel Craig (cinque).

Si sono cimentati nel ruolo anche attori popolari come Pierce Brosnan (quattro volte) e Timothy Dalton (due volte), ottenendo sempre grande successo di pubblico (e spesso di critica, come accade negli ultimi film della serie). Malgrado ciò, Sean Connery resta nella memoria collettiva come il primo - e secondo molti 'unico' - interprete di James Bond. E quel suo "Bond, James Bond" pronunciato guardando fisso negli occhi l'interlocutore (o, più spesso, l'interlocutrice) resta un marchio di fabbrica che nessuno è riuscito a replicare.

La carriera di Sean Connery

Quando alla fine degli anni '90 fu definito l'uomo più desiderabile del mondo dalle lettrici di una rivista americana femminile, alla domanda su cosa pensasse del fatto che un uomo di oltre 60 anni fosse considerato il più sexy del mondo, Sean Connery rispose: "Non saprei. Non sono mai stato a letto con un sessantenne calvo".

Era così Sir Thomas Sean Connery, orgoglioso scozzese classe 1930, nato in un sobborgo di Edimburgo da un contadino e camionista figlio di immigrati irlandesi e da una cameriera scozzese. Fuggito da scuola a 16 anni per arruolarsi in marina, il giovane Sean fece poi molti lavori prima di arrivare al teatro e poi cinema: è stato bagnino, muratore, lavapiatti, verniciatore di bare, bodyguard e infine modello.

Da qui l'avvio di quella che sarebbe diventata una grande carriera: dotato di un fisico imponente (era alto 1,89 metri), muscoloso e di un fascino naturale, nel 1953 partecipò a Mister Universo in rappresentanza della Scozia e si classificò al terzo posto. Fu il trampolino di lancio: inizio' a lavorare in piccoli ruoli in produzioni tv e pellicole cinematografiche che gli procurarono una discreta notorietà.

Una carriera che esplose nel 1962, come detto, quando fu scelto da Albert Broccoli e Harry Saltzman per interpretare James Bond, l'agente segreto britannico protagonista dei romanzi di Ian Fleming, ruolo che ricoprì in sei pellicole dal 1962 al 1971 (piu' una settima nel 1983, 'Mai dire mai', fuori dalla serie classica). 

Malgrado fosse affetto da una precoce calvizie, questo non intaccò il suo fascino fuori dal set. In scena, invece, per esigenze dei produttori fu spesso costretto a indossare un toupet. Cosa che lo accomunò a un altro sex symbol cinematografico, Humphrey Bogart.
Raggiunta la fama con le pellicole di James Bond, alle quali intervallò comunque altri film tra cui 'Marnie' di Alfred Hitchcock nel 1964 e 'La collina del disonore' di Sidney Lumet nel 1965.

Nel 1967 dopo 'Agente '007 - Si vive solo due volte di Lewis Gilbert decise di lasciare quel ruolo, salvo poi tornare sulla sua decisione nel 1971 in 'Agente 007 - Una cascata di diamanti' di Guy Hamilton. Fu quella l'ultima volta di Sean Connery ufficialmente nel ruolo di James Bond (nel 1983 il ruolo era al di fuori della serie 'ufficiale').

Da quel momento in poi iniziò una seconda vita artistica per l'attore scozzese. Una nuova carriera che inizialmente fu legata al regista Sidney Lumet, che dopo la pellicola del '65, lo diresse di altri capolavori: 'Rapina record a New York' del 1971, 'Riflessi in uno specchio scuro' del 1972, dove interpreta un violento e sadico commissario di polizia, e 'Assassinio sull'Orient-Express' del 1974, dal giallo di Agatha Christie, nel quale Connery vestì i panni del colonnello Arbuthnot.

Dimostrando di essere un attore eclettico, completo e dotato di un umorismo contagioso, nel seguito della sua carriera Sean Connery ha interpretato ruoli importanti in pellicole diventate di culto, da 'L'uomo che volle farsi re' (1975) di John Houston, a fianco di Michael Caine, dove interpretava un eccentrico e visionario avventuriero, al vecchio e vulnerabile arciere Sherwood in 'Robin e Marian' (1976) di Richard Lester accanto a Audrey Hepburn. Da 'I banditi del tempo' (1981) di Terry Gilliam, un film di fantascienza con l'aggiunta di un lato ironico, al popolarissimo 'Highlander - L'ultimo immortale' (1986) di Russell Mulcahy, accanto a Christopher Lambert. 

Lo stesso anno ottenne un enorme consenso di critica e pubblico con l'interpretazione di Guglielmo da Baskerville, il monaco protagonista del film 'Il nome della rosa' di Jean-Jacques Annaud, tratto dall'omonimo romanzo scritto da Umberto Eco. Il film ottenne un consenso straordinario in tutto il mondo e Connery guadagnera' il Premio BAFTA come miglior attore.

Il preambolo del premio più importante, ottenuto nel 1988, l'Oscar con il film 'The Untouchables - Gli intoccabili' di Brian De Palma, dove Connery fu premiato per il ruolo di Jimmy Malone, incorruttibile poliziotto e difensore della giustizia, in una pellicola in cui recitava accanto a Kevin Costner, Robert De Niro e Andy Garci'a.

L'anno successivo è tornato a lavorare con Sidney Lumet in un altro film fortunato, 'Sono affari di famiglia', con Dustin Hoffman e Matthew Broderick; quindi è stato in 'Indiana Jones e l'ultima crociata' di Steven Spielberg, dove interpretava il padre del protagonista, Harrison Ford.

Nel 1990 ha poi vestito i panni di Marko Ramius, comandante del sottomarino nucleare sovietico in 'Caccia a Ottobre Rosso' diretto da John McTiernan, mentre nel 1996 e' stato un elegante ma micidiale ex agente segreto britannico, ingiustamente imprigionato negli Stati Uniti, nell'avventuroso 'The Rock' di Michael Bay.

Risale al 1999 l'ultimo ruolo di alto livello apprezzatissimo dal pubblico: quello di un anziano e irriducibile ladro, complice di Catherine Zeta Jones, in 'Entrapment' di Jon Amiel. Negli anni Duemila non recitò in pellicole memorabili (nel 2000 co-produsse e interpretò 'Scoprendo Forrester' di Gus Van Sant, nel 2003 fu protagonista e co-produttore esecutivo ne 'La leggenda degli uomini straordinari' di Stephen Norrington).

Non recitò in altre destinate a restare nella storia del cinema: rifiutò di interpretare Gandalf nella trilogia de 'Il Signore degli Anelli' di Peter Jackson e Albus Silente nella saga di Harry Potter perché non credeva nei due progetti e non li capiva. Poco cinema, dunque, ma un riconoscimento ufficiale: nel 2002 fu nominato Sir dalla Regina Elisabetta II.

La sua ultima interpretazione risale al 2012 quando diede la voce al protagonista del film d'animazione 'Sir Billi', di cui fu anche produttore esecutivo. Ammalatosi di Alzheimer, negli ultimi anni Connery è scomparso definitivamente dalle scene. Ma di lui restano memorabili interpretazioni e quel sorriso sarcastico con cui pronunciava la celebre battuta: "Ci sono cose che assolutamente non si devono fare: per esempio bere Dom Perignon del '53 a temperatura superiore a 4 C. Sarebbe peggio che ascoltare i Beatles senza tappi nelle orecchie".