Sebastiani: "Abbiamo perso un mese e mezzo"

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Sebastiani lockdown
Sebastiani lockdown

Il matematico dell’Istituto per le applicazioni del Calcolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche Giovanni Sebastiani ha affermato che istituire un lockdown adesso comporterebbe maggiori sacrifici di una chiusura attuata a fine gennaio: “Abbiamo perso un mese e mezzo. Anzi di più, perché adesso uscirne richiederà il doppio del tempo“.

Sebastiani sul lockdown

Intervistato dal Fatto Quotidiano, l’esperto ha spiegato che le variabili che hanno condotto il paese a questa nuova ondata sono state la riapertura delle scuole dopo Natale e la presenza di varianti più contagiose. “Per quasi quattro settimane siamo rimasti a guardare una curva ormai piatta” fino a quando nella seconda metà di febbraio si iniziavano a vedere quelli che ha definito i risultati delle lezioni in presenza “con le terapie intensive che aumenteranno maggiormente nelle regioni che per prime avevano riaperto le aule“.

A distanza di un mese il governo pensa di introdurre nuove restrizioni, ma secondo Sebastiani il ritardo della stretta comporterà un allungamento dei tempi e maggiori sacrifici. Per tornare ad una percentuale di test positivi su quelli effettuati inferiore al 3% serve per lui un mese di lockdown severo con tanto di scuole chiuse. “Meglio una doppia chiusura di due settimane separate da un mese di rilascio, scelta più sostenibile” ha proposto avvertendo che questa strategia andrebbe pianificata da subito e comunicata per tempo.

A quel punto, con un lockdown in atto, sarebbe possibile mappare e sorvegliare preventivamente le categorie a rischio e controllare l’eventuale sviluppo di altre varianti. “Una condizione decisamente più favorevole anche per la campagna vaccinale“, ha concluso.