Sebastiani: "Picco la prossima settimana. Ma gli ospedali soffriranno ancora"

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(Photo: Sebastiani)
(Photo: Sebastiani)

“Il picco del numero totale di positivi lo raggiungeremo settimana prossima secondo i miei calcoli, ma alcune regioni già ci sono arrivate e si trovano in un’iniziale fase di discesa, ossia l’Umbria e la Toscana. Si avvicinano la Lombardia e l’Abruzzo. Ma la decrescita è finora minima”. Il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), analizza con Huffpost l’andamento della curva Covid, che dopo l’impennata dell’ultimo periodo sembrerebbe avviarsi nuovamente verso il basso.

Professore, come procedono i numeri? Andiamo verso una flessione?

A livello nazionale abbiamo raggiunto il picco della percentuale dei positivi ai test molecolari il 6 gennaio. Una localizzazione più precisa avverrà con i dati dei prossimi giorni. La percentuale media è in una fase di decrescita. Se le condizioni epidemiche restano invariate, la decrescita continuerà. Ma ci sono due incognite. Una è legata all’inizio dei saldi, partiti il 5: potrebbe portare cambiamenti sui dati a una settimana. L’altro, che mi preoccupa un po’ di più, sono le scuole.

Perché?

Mentre i saldi sono limitati nel tempo, le scuole coinvolgono circa 8 milioni di ragazzi che si recano negli istituti ogni giorno. Se i ragazzi non sono vaccinati, studi su centinaia di Stati hanno dimostrato che riaprire la scuola porta a un aumento dell’Rt del 25%, mentre passare alla Dad lo riduce del 38%. Ovviamente i numeri cambiano in una popolazione che ha ricevuto l’iniezione, ma va tenuto presente che nella fascia 5-11anni la copertura è meno del 10%. Invece dai 12 ai 19 è meno dell’80% e con una minoranza di terze dosi. L’errore madornale è stato non introdurre il Green Pass semplice anche per i liceali, perché adesso un sacco di gente di quella fascia d’età è in ospedale.

Quando inizieranno a svuotarsi anche le strutture ospedaliere?

Prima che gli ospedali si svuotino ci sarà un aumento ulteriore. Adesso la crescita è lineare, ma per i decessi si sta verificando un fenomeno analogo a quello del Regno Unito, dove recentemente c’è stato un decremento dell’incidenza dei casi e un aumento dei decessi. C’è un ritardo nelle due curve. Un’anomalia è che non si è invece ancora vista un’impennata della curva degli ingressi in intensiva. L’interpretazione a questa situazione non è chiara.

E com’è invece la situazione negli ospedali? Ancora preoccupante?

Per quanto riguarda l’impatto sul sistema nazionale, entro 7 giorni supereremo le soglie per la zona arancione, ovviamente con delle differenziazioni. La Valle D’Aosta per i reparti ordinari ad esempio è occupata solo al 50%. A livello nazionale verrà prima superata la soglia dei reparti ordinari, poi quella delle terapie intensive. Certo, il caso del Piemonte parla chiaro: la regione ha aumentato la capienza di 970 posti il giorno prima della decisione del Cts, sfuggendo al cambio colore.

Si sta ragionando sull’escludere i positivi asintomatici dal conteggio dei ricoveri Covid. Cosa ne pensa?

Per me è un errore. Una persona positiva al Covid è contagiosa e non può essere equiparata a un paziente negativo: è chiaro che ha un altro peso.

Che 2022 ci aspetta?

Non si può dire con certezza che l’Omicron porrà fine alla pandemia. Quello di cui sono sicuro è che tutti gli effetti cumulativi della Omicron – che pagheremo con un certo prezzo – combinati con la naturale mitigazione, per via della stagionalità, che avremo in primavera, farà sì che nella parte rimanente del 2022 avremo una qualità della vita decisamente più alta. Ma resta sulle nostre teste la spada di Damocle delle varianti.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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