Sebastiani: "Ritardiamo la riapertura delle scuole per abbassare la curva"

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- (Photo: hp)
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“La pressione di Omicron sugli ospedali? Col trend attuale, la stima è che nelle prossime due settimane potremmo superare il 20% di occupazione nelle terapie intensive, mentre entro tre settimane potrebbe essere raggiunto il 30% nei reparti ordinari”. A parlare all’HuffPost è il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). “Probabilmente gli effetti della variante devono ancora manifestarsi compiutamente a livello ospedaliero, dunque è possibile un’accelerazione analoga a quella verificatasi nelle ultime settimane con l’incidenza e con la percentuale di positività ai test molecolari”, aggiunge. In questo scenario, evidenzia l’esperto, è fondamentale diminuire la circolazione del virus: “Ritardare di un mese la riapertura delle scuole sarebbe utile a ridurre l’impatto sulla curva epidemica. E ad almeno uno dei genitori, in particolare a quelli dei bambini più piccoli, dovrebbe essere consentito lo smart working, quando possibile. Altre soluzioni attuabili potrebbero essere gli aiuti economici per babysitter”.

Trend percentuali ingressi pazienti Covid nei reparti ordinari (Photo: Giovanni Sebastiani)
Trend percentuali ingressi pazienti Covid nei reparti ordinari (Photo: Giovanni Sebastiani)
Trend percentuali ingressi pazienti Covid nei reparti terapia intensiva (Photo: Giovanni Sebastiani)
Trend percentuali ingressi pazienti Covid nei reparti terapia intensiva (Photo: Giovanni Sebastiani)

Dunque come sfruttare le ulteriori settimane di chiusura scolastica? Sebastiani afferma che “potrebbero essere utilizzate sia per attività di screening a tappeto (sia mediante test sierologici che, a ridosso della ripresa delle attività scolastiche, attraverso i tamponi) che per potenziare la somministrazione di prime e terze dosi in maniera mirata. Sono infatti due le categorie che necessitano di maggior attenzione: gli anziani (over 70, dove si concentra la maggiore mortalità per Covid) ma anche i giovani e i giovanissimi che contribuiscono alla circolazione del virus. Bisogna ricordare che l’incidenza del Covid nella fascia under 20 è tre volte maggiore rispetto a quella dai 20 anni in su. Al contempo la copertura vaccinale è al 4,5% nella fascia 5-12 anni e al 75% tra i 12 e i 19 anni”.

Il matematico analizza la situazione italiana in un momento in cui, a dispetto di oltre un milione di cittadini positivi al Covid, i ricoveri rimangono sotto controllo ma la guardia rimane alta. Omicron contagia molto di più delle precedenti varianti e il traguardo dei 2 milioni di positivi non è un’eventualità lontana. “Con questo tasso di crescita dei casi rischiamo comunque di intasare gli ospedali. Se anche il tasso dei ricoveri fosse l′1% avremmo 20 mila persone in ospedale”, ha avvertito ieri Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, manifestando preoccupazione per la variante. D’altronde, gli ultimi dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità attestano che la diffusione di Omicron ha raggiunto il 28,4% nei campioni delle acque reflue ed è in forte aumento.

Percentuale casi positivi su tamponi molecolari (Photo: Giovanni Sebastiani)
Percentuale casi positivi su tamponi molecolari (Photo: Giovanni Sebastiani)

E mentre i numeri crescono, in Italia si attende il picco della quarta ondata. “Potrebbe arrivare anche tra cinque o dieci giorni giorni. Lo deduciamo dalla leggera frenata della curva dei positivi ai tamponi molecolari registrata negli ultimi quattro o cinque giorni, che andrà confermata coi dati delle prossime 24-72 ore. Ma attenzione allo shopping per i saldi e alla riapertura delle scuole: si tratta di due elementi che, aumentando i contatti tra le persone (ancora una volta soprattutto tra giovani e giovanissimi), potrebbero far risalire la curva epidemica tra due-tre settimane”, avvisa Sebastiani, da poco autore del libro 24 ore con un matematico (Piemme, 2021), appassionante viaggio nel mondo dei numeri e delle materie scientifiche.

Veniamo al capitolo mortalità. Negli ultimi giorni in Italia sembra esserci una leggera frenata, ma bisognerà comprendere quanto abbiano influito le festività natalizie nella comunicazione dei dati. Uno spiraglio di luce pare giungere dal Sudafrica, dove con Omicron nelle due settimane prima di Natale la letalità apparente (ovvero, l’indicatore che si ottiene dividendo il numero di morti confermate per il numero di casi confermati circa due settimane prima) è stata pari a un terzo rispetto a quella registrata agli inizi di giugno. Ovviamente l’Italia non è il Sudafrica: lì la popolazione è molto più giovane e attualmente è estate. Dovremmo attendere le prossime due settimane per quantificare cosa accade nel nostro Paese, senza abbassare la guardia”, conclude il matematico.

Letalità apparente in Sudafrica (dati relativi al 26 dicembre) (Photo: Giovanni Sebastiani)
Letalità apparente in Sudafrica (dati relativi al 26 dicembre) (Photo: Giovanni Sebastiani)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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