Secondo gli esperti fra due settimane scatterà inevitabilmente l’effetto desertificazione

Il fiume Po in secca
Il fiume Po in secca

La “profezia” meteo sul punto di non ritorno segue un contro alla rovescia che cesserà fra 15 giorni. Secondo gli esperti infatti fra due settimane scatterà inevitabilmente l’effetto desertificazione e se non dovesse piovere o non dovesse cambiare sistemicamente il meteo il caldo produrrà un disastro con razionamenti ed autobotti per l’acqua. La profezia vale in particolare per il nord Italia.

Il punto meteo di non ritorno

E come spiega Libero, la situazione è massivamente estesa anche a buona parte dell’Europa, a contare che Spagna e Francia sono alle prese con l’ondata di caldo più potente del XXI secolo ed oltre. E in Italia? Poco da girarci intorno, siamo già in allerta e le Regioni devono fare i conti con l’emergenza. Ovviamente l’interlocutore è il governo Draghi e l’argomento è il riconoscimento dello stato di calamità nazionale. Libero spiega che manca “un approccio strutturale che possa prevenire quanto accaduto in questi giorni”.

La soluzione proposta da D’Angelis

Citato dal Giornale dopo una intervista a Repubblica, il segretario generale dell’Autorità di bacino del Tevere e dell’Italia centrale Erasmo D’Angelis una bozza di piano ce l’ha e come: “Depurare le acque reflue”. Quali? Quelle delle fogne, questo per trasformarle ad uso irriguo e industriale e sopperire ai problemi dei due principali settori che sono in tacca di mira della “profezia dei 15 giorni”.

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