Secondo il gip avrebbe ceduto la dose mortale e non avrebbe allertato i soccorsi con efficacia

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Maddalena Urbani
Maddalena Urbani

Arrestato per omicidio il 64enne Rajaz Abdulalil, il pusher di Maddalena Urbani che il 26 marzo non chiamò i soccorsi dopo che la ragazza a cui aveva ceduto droghe ebbe il malore che la condusse alla morte. La 20enne Maddalena, originaria di Castelplanio, in provincia di Ancona, era la figlia di Carlo Urbani, il medico che nel 2003 era morto di Sars dopo averne isolato per primo il virus. La giovane era venuta da Perugia fino a Roma proprio in occasione di una cerimonia commemorativa in onore del padre E secondo la ricostruzione della Procura avallata da una precisa ordinanza del Gip di riferimento nelle circostanze della sua morte sarebbe da ravvisare una condotta penalmente rilevantissima dell’uomo che le diede la droga per la quale morì.

Arrestato per omicidio il pusher di Maddalena, l’amica indagata a piede libero

L’atteggiamento di una seconda persona presente al fatto invece, l’amica 23enne El Haouzi Kaoula, parimenti indagata, è stato ritenuto dal giudice “passivo” ma non meritevole di una misura di cautela. Faccenda diversa, almeno in presunzione di reato, per il 64enne siriano, a cui è stata notificata un’ordinanza di arresto in carcere, dove è già detenuto per spaccio di eroina. Il quadro probatorio di riferimento a carico dell’uomo è ben spiegato da una nota della Questura di Roma che operò sul caso: “Il dolo eventuale, consistente nell’aver accettato di non chiamare direttamente i soccorsi, facendo intervenire delle persone non qualificate che avevano cercato, senza alcun esito, di salvare la Urbani”.

Pusher di Maddalena arrestato per omicidio: l’ispezione della Polizia

Maddalena venne trovata nell’appartamento occupato dall’indagato, che all’epoca era ai domiciliari per altro profilo penale. Gli operanti della polizia sequestrarono eroina, metadone e psicofarmaci. In corso di indagine l’amica di Maddalena, che aveva chiamato il 118 dopo aver visto che la ragazza era agonizzante, aveva detto che invece il 64enne, invece di fare prima quel che lei fece dopo, cioè chiamare il 118, chiamò due suoi amici.

Arrestato per omicidio il pusher di Maddalena Urbani: il sedicente medico

Chi erano? Un cittadino rumeno e un “medico” italiano, in realtà un ex tossicodipendente con qualche blanda nozione accademica di medicina. Il romeno era stato poi rintracciato ed aveva ammesso di aver fatto un massaggio cardiaco a Maddalena, mentre il “medico” avrebbe effettuato un’iniezione di naloxone, giudicata però ininfluente dal medico legale nelle cause di decesso. Chiamando quei due invece che subito i soccorsi, il siriano avrebbe “incentivato” gli eventi che condussero alla morte della 20enne.

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