Secondo l’Eurobarometro c’è forte sostegno a vaccini e Recovery Plan

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Bruxelles, 10 set. (askanews) - I cittadini europei esprimono un grande sostegno alle politiche di vaccinazione anti-Covid, alla gestione degli acquisti dei vaccini da parte dell'Ue e al Green Pass europeo, sono fortemente favorevoli (81%) a condizionare la concessione dei fondi Ue per la ripresa solo ai paesi membri che rispettano lo stato di diritto e i valori democratici, e concordano (il 53% pienamente e il 32% tendenzialmente) sulla necessità di un controllo efficace e trasparente su come vengano spesi i finanziamenti del "Next Generation EU". Sono, in estrema sintesi, i risultati più rilevanti di un sondaggio flash Eurobarometro che il Parlamento europeo pubblica oggi, 10 settembre, a Bruxelles, in vista dell'atteso "discorso sullo stato dell'Unione" che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, terrà nella plenaria di Strasburgo mercoledì 15 settembre.

Il sondaggio è stato effettuato online dal 17 al 25 agosto 2021, con 26.459 intervistati di età pari o superiore a 15 anni in tutti gli Stati membri (con 500 interviste per paese in Lussemburgo, a Cipro e Malta, e 1.000 interviste in ognuno degli altri 24 Stati).

Dalle risposte raccolte risulta che il 60% degli europei si aspetta che i progetti del "Next Generation EU" aiutino il proprio paese a superare i danni della pandemia; due cittadini Ue su tre (67%), e tre italiani su quattro (76%), considerano la vaccinazione come dovere civico; il 64% degli europei e il 69% degli italiani considera che l'Ue stia svolgendo un ruolo chiave nella somministrazione dei vaccini; il Certificato digitale Covid dell'Ue (o "green pass") è considerato come la misura più sicura per viaggiare durante la pandemia dal 65% degli europei e dal 75% degli italiani.

L'Eurobarometro evidenzia un chiaro sostegno dell'opinione pubblica europea alle politiche di vaccinazione messe in atto dagli Stati membri, anche grazie al ruolo chiave dell'Ue (valutato positivamente dal 64% degli europei e dal 69% degli italiani). Riguardo alla sicurezza dei vaccini, il 72% degli europei considera - dichiarandosi completamente d'accordo (38%) o tendenzialmente d'accordo (34%) - che i benefici superino i potenziali rischi, una cifra che arriva al 77% in Italia.

I cittadini Ue, inoltre, valutano positivamente le premesse del Recovery Plan europeo da 800 miliardi di euro (a prezzi correnti) che sarà attuato fino al 2026: tre europei su cinque (60%) e due italiani su tre (67%) ritengono che i progetti sviluppati nell'ambito del "Next Generation EU" aiuteranno il loro paese a superare l'impatto negativo economico e sociale causato dalla pandemia di coronavirus. Il 59% degli europei ed il 69% degli italiani afferma, inoltre, che il programma Ue aiuterà il proprio paese a prepararsi meglio alle sfide future.

Il sondaggio mostra anche che il 53% dei cittadini europei e di quelli italiani ha un'immagine molto o abbastanza positiva dell'Ue, con, invece il 19% ed il 21%, rispettivamente, che la vede in modo abbastanza o molto negativa.

I risultati del sondaggio suggeriscono, però, preoccupazione in una serie di Stati membri su come i governi nazionali utilizzeranno effettivamente i fondi Ue del Recovery Plan. Mentre in media il 45% dei cittadini europei ha fiducia nei propri governi nazionali, il 41% degli intervistati esprime dubbi, mostrando differenze significative nei livelli di fiducia in tutta l'Ue.

In Italia, a fronte di un 37% degli intervistati che si dice tendenzialmente (25%) o completamente sfiduciato (12%), il 47% si mostra invece fiducioso (il 9% completamente e il 38% tendenzialmente) nella gestione dei fondi da parte del governo nazionale.

Alla domanda su quali dovrebbero essere le priorità politiche del Parlamento europeo, gli intervistati in tutta l'Ue hanno riportato al primo posto (scelta multipla) le azioni contro il cambiamento climatico, sostenute dal 43% dei cittadini. Ulteriori priorità (che corrispondono alle priorità del Parlamento per la ripresa post-pandemia) sono le misure per combattere la povertà e l'esclusione sociale (32%), il sostegno all'economia e la creazione di nuovi posti di lavoro, nonché la lotta al terrorismo (entrambe al 31%). La salute pubblica e la politica d'immigrazione e dell'asilo sono in quarta posizione al 27% ciascuna.

Anche per gli italiani (48%) la lotta contro il cambiamento climatico dovrebbe figurare in testa alla lista delle priorità dell'agenda politica del Parlamento europeo, seguita (41%) dalle misure a supporto dell'economia e per la creazione di posti di lavoro, poi da quelle per combattere povertà ed esclusione sociale (33%), quindi da immigrazione e asilo (30%), e infine salute pubblica (29%).

Alla riunione del Consiglio direttivo Bce di ottobre "avremo tanto da discutere, non vi preoccupate, ma per quanto attiene al Pepp e alla sua durata la riunione importante sarà dicembre". Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

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"Il Pepp è un programma molto specifico, concepito per la pandemia e chiaramente quando finirà abbiamo tutti gli altri strumenti disponibili, tra cui l'App che ora è in pianta stabile nel nostro armamentario e continuerà ad essere usato". Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

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