Secondo le statistiche, questa è la legislatura più inoperosa di sempre

Parlamento vuoto (Mauro Scrobogna / Lapresse)

Il nuovo parlamento è stato votato lo scorso marzo, ma la legislatura è partita il primo giorno di giugno. I due partiti che guidano il governo, vale a dire Lega e Movimento 5 Stelle, hanno usato la parola ‘cambiamento‘ tantissime volte. E in effetti c’è sicuramente un cambiamento che si deve registrare: il Parlamento è il più inoperoso della storia d’Italia. Un cambiamento, ovviamente, istituzionalmente in negativo.

Dopo 100 anni di attività, l’Aula di Montecitorio è sostanzialmente vuota. Nei primi 100 giorni di governo sono stati votati solo due provvedimenti e in media ci sono state dieci sedute al mese. Un po’ poche per dare valore alla discussione parlamentare e mettere insieme il cambiamento promesso.

Nel novembre del 1918, per la precisione il giorno 20, venne inaugurata l’Aula di Montecitorio. Quel giorno tutti i posti erano occupati e le tribune sovrastanti erano piene. La voglia di politica era sicuramente un fattore determinante dopo anni di guerra. Oggi a far notizia sono le assenze.

Due esempi lampanti: il grillino Andrea Mura, velista dei Cinque Stelle che appena eletto si è distinto per aver detto: “Sono più utile alla patria e ai destini degli oceani andando in barca a vela. E poi noi Cinque Stelle a Montecitorio siamo più di 200. Io a che cosa servo, visto che la maggioranza ce l’abbiamo già ampiamente?”. Espulso dai 5 Stelle, è riuscito a dimettersi in tempi record. Mentre Michela Vittoria Brambilla, deputata per Forza Italia, è andata a votare a Montecitorio solo un paio di volte. Distrattamente, come se fosse un peso.

Le statistiche dicono che i più assidui, quelli che non saltano una seduta, sono solo 90. Ci sono settimane nelle quali non ci sono nemmeno gli ordini del giorno, eventualità rara nelle scorse legislature. Solo 15 leggi sono state definitivamente approvate, di cui 9 conversioni di decreti legge. Impera la lentezza: il decreto per Genova è arrivato 40 giorni dopo l’approvazione in consiglio dei ministri. Le proposte di legge presentate dopo tre mesi erano oltre 1250, ma sono ancora lì, in coda – in attesa che ci si metta a lavorare seriamente, forse. Durante l’estate è stata anche chiesta un’aula per fare yoga…

Un altro caso è l’assenza di chi, per ruolo, deve rispondere della sua guida. Racconta L’Espresso: “Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ripetutamente chiamato in causa durante la seduta per dare spiegazioni sulla scelta del nuovo palazzo in cui collocare il Tribunale, invece che presentarsi tra i deputati scrive un post su Facebook. Comodo, no? A leggerlo in Aula è, integralmente, il deputato di Leu Federico Fornario, dal telefonino. «È un simulacro di ministro della giustizia», attacca l’azzurro Francesco Paolo Sisto, avvocato barese. «Un avatar», dicono da Fratelli d’Italia. Copie digitali. Del resto anche l’opposizione non è, di media, così vivace: sembra, anche lei, una copia sbiadita di se stessa. Una morta vivente“.

Vien quasi da rispondere, alla domanda se l’Italia è una repubblica parlamentare, con queste parole: è una repubblica volatile, sfumata, sfuggente. Se nei prossimi mesi i parlamentari dovessero mettersi a lavorare ogni giorno, questa legislatura potrebbe scampare alla conquista del titolo di più inoperosa della storia: ma le statistiche, fino ad ora, non sono buone.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: