Secondo l’OMS stiamo diventando sordi per colpa delle cuffie

[Getty]

Un tempo c’era il Walkman, l’apparecchio con cui Sony ha rivoluzionato l’ascolto musicale: ci infilavi la cassetta, indossavi le cuffiette, schiacciavi play ti godevi la tua musica preferita ovunque volessi. Già allora - era la metà degli anni Ottanta - non mancò chi si prese la briga di rilevare che quella modalità di ascolto avrebbe avuto effetti negativi sull’udito.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Numeri e colori, come cambia il Pronto Soccorso

Trent’anni e passa più tardi, l’ascolto in cuffia è esponenzialmente più diffuso. Con gli smartphone non si fruisce più solo di musica, ma di serie tv, podcast e di un’infinità di contenuti video e audio digitali. Ecco perché l’allarme per le conseguenze sull’udito si è fatto ancora più insistente: i danni possono esserci anche a volumi non eccessivi.

A dirlo sono medici e ricercatori, come rilevato di recente dal quotidiano spagnolo El Mundo sentendo, tra gli altri, la presidente della Commissione di Audiologia della Società Spagnola di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale, María José Lavilla: primi sintomi si stanno manifestando nei quarantenni di oggi, che cominciano a a lamentare disturbi dell'udito riscontrati solitamente in chi ha vent’anni di più.

E’ invece l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a dire che il rischio riguarda un miliardo di giovani, e che il danno nasce dall’incrocio del volume di cosa si ascolta e il tempo che ci si dedica: l’esposizione a 85 decibel per 8 ore al giorno equivale a quella a 100 decibel per soli 15 minuti. Per fruire responsabilmente di musica bisognerebbe applicare la regola del 60-60: non più di 60 minuti al giorno a un volume non superiore al 60% del livello massimo offerto dal dispositivo.

E’ questo, per l’OMS, l’unico ostacolo possibile all’invecchiamento precoce dell’udito, fenomeno che comporta ulteriori conseguenze, come lo stress psicologico o la perdita della memoria. Un ulteriore aiuto viene dall’utilizzo di cuffie o auricolari capaci di isolare il rumore ambientale, che aggiunge decibel a decibel. Quante volte, in metropolitana, abbiamo alzato il volume del nostro smartphone perché la corsa sui binari produceva un rumore di fondo intenso e fastidioso, che ci impediva di ascoltare a dovere la nostra musica? L’orecchio, in quei casi, di sicuro non ringrazia.