Sedicenne bruciata viva, la denuncia del padre

Sedicenne bruciata viva, la denucia del padre

La drammatica vicenda risale al 25 maggio del 2013, ma adesso il padre della vittima è tornato a parlare della figlia scrivendo una lettera al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Il cadavere della ragazza di 16 anni, Fabiana Luzzi, era stato trovato carbonizzato un sabato sera in una zona di campagna alla periferia di Corigliano Calabro.

“Era ancora viva quando le ho dato fuoco”, aveva confessato il fidanzato e coetaneo, Davide Morrone, arrestato per aver accoltellato e dato fuoco alla ragazza. A distanza di sei anni il padre di Fabiana, Mario Luzzi, ha appreso che l’assassino ha ottenuto quest’anno già tre permessi premio dal carcere.

VIDEO - I numeri del femminicidio

Nella lettera al ministro, rivolta anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Luzzi scrive:”A marzo 2016 in Cassazione l’assassino fu condannato a 18 anni e 7 mesi di reclusione, una pena ridicola in confronto alla gravità di quello che ha fatto. Sono venuto a conoscenza che quest’anno, già tre volte, ha ottenuto licenze premio. Tutto questo mette in discussione il significato della parola giustizia. Appena appresa la notizia è stato necessario recarci in ospedale per il forte trauma subito, sapendo di poter ritrovare l’assassino di nostra figlia nel nostro paese, dopo appena 3 anni dalla sentenza”.

Mario aveva cercato in tutti i modi di convincere la figlia di lasciar perdere quel giovane, ma non ci era riuscito. Anche Fabiana fino all’ultimo aveva provato a difendersi, cercando di gettare a terra la tanica con cui voleva darle fuoco. Lo aveva implorato di fermarsi, lui era andato avanti.