##Seggi e scuole:anche in Usa si litiga, ma non mancano soluzioni

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New York, 19 giu. (askanews) - Gli Stati Uniti, per molti, rappresentano un modello politico e culturale. Per questo, sono spesso citati per suffragare le proprie proposte o screditare quelle altrui. Anche nella polemica italiana sul cosiddetto 'election day' (a proposito di riferimenti culturali...) del 20 settembre e sul 'sacrificio' delle scuole, in molti hanno portato a esempio gli Stati Uniti: chi per ricordare che, l, le scuole non sono gli unici edifici a ospitare i seggi; chi per sottolineare che gli studenti, l, non perdono un giorno di lezioni, nemmeno se i loro istituti accolgono le urne elettorali.

A ogni ciclo elettorale, i mass media italiani raccontano con curiosit e spesso invidia il rito statunitense, che si compie, il caso di dirlo, in ogni possibile luogo, pubblico e privato, che rispetti dei semplici criteri di base, tanto che il sito Slate, anni fa, dedic - tra il serio e il faceto - un articolo su "Come mettere in piedi un seggio elettorale in casa". La commissione di assistenza elettorale (Eac), agenzia governativa federale, ricorda che possono diventare seggio elettorale "centri commerciali, negozi di alimentari, centri sociali, biblioteche, edifici governativi, scuole, palestre, chiese, centri congressi, circoli e, infine, case private", sottolineando, in quest'ultimo caso, che "spesso vengono usati i garage". Ogni Stato, comunque, agisce poi secondo le proprie regole. (segue)