"I commercialisti segnalano agli usurai i clienti in difficoltà". La categoria: "Frasi inaccettabili"

Sacha Malgeri
Italian writer Roberto Saviano attends a photocall for the film "ZeroZeroZero" presented out of competition on September 5, 2019 during the 76th Venice Film Festival at Venice Lido. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP) (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images) (Photo: ALBERTO PIZZOLI via Getty Images)

Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei Commercialisti, si è scagliato contro lo scrittore Roberto Saviano: “Le sue affermazioni a ‘Che Tempo Che Fa’ sono di una gravità assoluta, inaccettabili. Ci aspettiamo che il dottor Saviano rettifichi le sue affermazioni”, ha scritto in una nota. 

Saviano aveva detto durante la puntata che i commercialisti segnalano agli usurai i clienti in difficoltà economica, così che ne possano approfittare: “A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti dice ‘c’è quella società, c’è quella persona che è interessata’. Quando non è quella strada, perché hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade: le banche, il consulente che ti dice di andare in quel posto piuttosto che in un altro”. 

 

Per Miani, queste dichiarazioni sono “di quanto più lesivo della onorabilità di 120mila professionisti economici quotidianamente in campo per la legalità”. Per questo, il Consiglio sta valutando se querelarlo. Il problema, secondo lui, è che “affermazioni tanto generiche e irresponsabili non sono tollerabili. Se Saviano è a conoscenza di casi specifici siamo certi non esiterà a segnalarli immediatamente alla magistratura”. I

noltre, molti membri della categoria sarebbero particolarmente esposti alle violenze della criminalità organizzata: “Non possiamo non ricordargli che le aziende sequestrate alle mafie sono gestite praticamente in esclusiva dai commercialisti, che per questa scelta di campo sono esposti e spesso indifesi, costretti a lavorare in condizioni di assoluta precarietà. Impossibile non ricordare inoltre che i commercialisti sono anche destinatari della normativa antiriciclaggio che impone loro, tra le altre cose, di segnalare alle autorità di vigilanza le operazioni sospette compiute dai loro clienti”.

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