Segnale orario, la Rai lo manda in pensione dopo 70 anni

segnale orario rai

Ci ha accompagnato fin dal lontano 1945, anche se solo 37 anni fa venne codificato. Parliamo del segnale orario, quell’orologio su sfondo blu negli ultimi decenni che con un sottofondo musicale ci indicava l’ora esatta. Servizio pubblico nel vero senso della parola per la Rai. Un servizio che scomparirà con la notte di Capodanno.

Sarà trasmesso per l’ultima volta il 31 dicembre dalla sede Rai di Torino il Segnale orario Rai Codificato (SRC), il caratteristico trillo che precede l’annuncio dell’ora esatta. In tv il segnale orario andava in onda abitualmente prima delle edizioni principali dei telegiornali, ma il suo uso principale era ed è tuttora quello di riempitivo in caso di un problema tecnico, durante qualche sciopero e per colmare i tempi morti.

Eppure, dopo 70 anni, e a 37 anni dall’aggiunta del codice di data sui segnali orari Rai, la distribuzione del segnale, generato e inviato ogni minuto dall’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM), riferimento in Italia per tutte le misure, viene sospeso. Il motivo? L’introduzione del segnale digitale che, di fatto, sfasa in molti casi la ricezione del segnale tv, rendendo il segnale orario inattendibile di qualche secondo.

“Il noto trillo è in realtà un codice che, in corrispondenza del secondo 52, comunica ora, minuto, secondo, mese, giorno del mese, giorno della settimana e anche se è in vigore l’ora solare o l’ora estiva. Dal 1994 il segnale segnala l’eventuale introduzione nell’anno in corso di un secondo intercalare. Questo aggiustamento temporale, in inglese leap second, è lo stratagemma con cui si mantiene in accordo la scala di tempo realizzata oggi per mezzo degli orologi atomici con il tempo legato alla rotazione terrestre, molto più impreciso e soggetto a ogni tipo di variazione” spiega Patrizia Tavella, responsabile del Laboratorio INRIM da cui viene emesso il segnale.