##Segre all'Europarlamento: sono stanca di ricordare, ma devo -4-

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Bruxelles, 29 gen. (askanews) - "E' difficile - ha sottolineato Liliana Segre - ricordare queste cose. Io da 30 anni parlo nelle scuole, e sento ormai una difficoltà psichica molto forte a continuare, anche se il mio dovere è questo, sarebbe questo fino alla morte; perché io ho visto questi colori, ho sentito quegli odori, ho sentito quelle urla, ho incontrato delle persone in quella babele di lingue, che oggi ricordo qui, dove tante lingue si incontrano in pace. Perché era possibile comunicare con le compagne che venivano da tutta l'Europa occupata dai nazisti solo trovando delle parole comuni, altrimenti era la solitudine assoluta del silenzio di non poter scambiare una parola...".

"Le bandiere colorate di tanti paesi fratelli qui fuori mi hanno fatto ricordare quel desiderio di trovare con le olandesi, con le francesi, con le polacche, con le tedesche, con le ungheresi, una parola comune. In ungherese avevo imparato una sola parola, 'pane'...".

Ma, ha continuato la senatrice, "da tre anni almeno sento che i ricordi di quella ragazzina che sono stata, oggi che sono una vecchia di novant'anni, non mi danno pace; perché dacché sono diventata nonna 32 anni fa, e ora sono nonna di tre nipoti, ora che il Parlamento europeo e la mia non estinzione mi sembrano lo stesso miracolo... Quella ragazzina lì che ha fatto la marcia della morte, che ha brucato nei letamai, quella che non piangeva più, quella che cercava la parola comune, quella è un'altra da me". (Segue)