##Segre all'Europarlamento: sono stanca di ricordare, ma devo -5-

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Bruxelles, 29 gen. (askanews) - "Io sono la nonna di me stessa; sono una nonna amorosa, molto presente con i nipoti quando hanno un dispiacere, sono grata del fatto di essere anche nonna, miracolo eccezionale per una che doveva morire. Ma - ha ripetuto Liliana Segre - sono nonna anche di me stessa. Ed è una sensazione che a volte non mi abbandona, quando ho finito di parlare alle scuole, e spesso parlo a migliaia di ragazzi".

"E' mio dovere di testimone parlare. E non posso che parlare di me, e delle mie compagne; ma salta fuori quella ragazzina, magra scheletrita, disperata, sola. E non la posso più sopportare. E sento che se non smetto di parlare, e se non mi ritiro, nel tempo che mi resta, a godere delle grandi gioie della mia famiglia ritrovata, non potrò più farlo".

"Anche oggi - ha continuato la senatrice - faccio fatica a ricordare; ma mi è sembrato un grande dovere accettare questo invito, per ricordare il male altrui, ma anche per ricordare che si può, una gamba davanti all'altra, essere come la bambina di Terezin", una fortezza militare allora in Cecoslovacchia in cui fu trasformata in un campo di concentramento. "Chi va a Praga - ha spiegato - può visitare il museo dei bambini, che a Terezin potevano fare le recite e colorare con i pastelli, e che poi un giorno furono tutti deportati e uccisi ad Auschwitz per la colpa di essere nati. Fra loro c'era una bambina, di cui non ricordo il nome, che ha disegnato una farfalla gialla che vola sopra i fili spinati". (Segue)