Segre: faccio mie parole del Papa, senza memoria non c'è futuro

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Città del Vaticano, 27 gen. (askanews) - "Faccio mie queste parole del Papa 'se perdiamo la memoria annientiamo il futuro'": così la senatrice a vita Lialiana Segre, intervistata da Vatican News nel giorno del 75esimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.

"Mi batto da tanti anni affinché nulla vada perduto di tutto il dolore di così tante vittime. Nulla vada dimenticato dei fatti orribili e indicibili che sono accaduti ad Auschwitz e negli altri campi", afferma Segre. "Per questo, credo che sia molto importante lo studio della storia, che va d'accordo con la memoria, perché senza storia non c'è memoria. E quindi, modestamente, faccio mie queste parole del Papa 'se perdiamo la memoria annientiamo il futuro', pur non avendone l'autorità. Le faccio mie perché le sento profondamente, dopo aver vissuto quel periodo che per me è indimenticabile e di cui, per forza di cose mi sono fatta testimone. Per tanti e tanti anni ho incontrato ragazze e ragazzi raccontando la mia storia, ma senza mai parlare di odio. E anche questo è un altro aspetto in cui mi trovo d'accordo con il Papa: 'dissodare il terreno su cui cresce l'odio, seminandovi pace'".

"Io sono stata considerata 'diversa', a causa delle leggi razziali fasciste, quando avevo 8 anni. E quindi so come ci si sente a essere considerati 'diversi', quando invece ci si sente così 'uguali'. Quindi è ovvio che con grande preoccupazione seguo, da anni, questo riaffacciarsi di sentimenti odiosi che sono il contrario dell'accoglienza, che sono il contrario della fraternità. Sì, devo dire che sono molto preoccupata di questa onda, che non è anomala ma è il risultato della crisi economica, ma anche il risultato di insegnamenti molto sbagliati, di sovranismi e populismi che hanno fatto in modo che l'uomo e la donna comuni abbiano paura del loro vicino".