Segre, Lamorgese: "Da linguaggi violenti possono venire azioni violente"

webinfo@adnkronos.com

"Dai linguaggi violenti possono venire azioni violente. Siamo in un periodo in cui fa tanto discutere il problema dell’antisemitismo e del linguaggio d’odio che destano preoccupazione. Lo abbiamo sentito per la senatrice Segre di cui mi onoro di essere amica e lo abbiamo sentito anche per l’istituzione della commissione sull’antisemitismo quando una parte politica si è astenuta". Lo ha detto il ministro dell’interno Luciana Lamorgese in visita alla comunità ebraica romana.  

"C’è uno sdoganamento di un linguaggio violento, come se fosse normale parlare in modo virulento - ha sottolineato Lamorgese - Il confronto deve essere civile e non un confronto-scontro". Il fatto che si usi un linguaggio violento, ha precisato il ministro, "ci deve far preoccupare perché significa che la parte negativa che c’è in ognuno di noi ha preso il sopravvento". 

Quindi, rispondendo a chi le chiedeva un commento sull’astensione del centrodestra in occasione del voto per l’approvazione della Commissione Segre, il ministro ha detto: "Certamente, vista la finalità di quella commissione, che era diretta soprattutto a evitare le manifestazioni di odio, secondo me era una questione che prescindeva dalla parte politica". 

Il ministro ha poi assicurato "la massima partecipazione delle forze dell'ordine", sottolineando che "monitoriamo le situazioni di criticità". "L'Italia è il paese dove non abbiamo mai abbassato la guardia anche perché abbiamo sempre cercato di mantenere viva la memoria. Dobbiamo creare un circuito virtuoso tra le nostre comunità, ognuno ha le sue tradizioni ma lo scambio di culture e tradizioni è ricchezza", ha aggiunto ricordando inoltre che è anche importante far conoscere ancora di più l'Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori). "Noi abbiamo vissuto una pagina dolorosissima della storia - ha sottolineato - dobbiamo parlare ai ragazzi delle scuole, agli studenti delle università. Dobbiamo trasmettere ai giovani un messaggio di moderazione e non questo messaggio urlato". 

Nel corso della visita al Tempio Maggiore, il ministro ha reso omaggio alla lapide commemorativa del piccolo Stefano Gaj Tache’, vittima dell’attentato alla sinagoga del 1982. Ad accogliere Lamorgese erano presenti la presidente della comunità ebraica romana Ruth Dureghello, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e la presidente dell’Ucei, Noemi Di Segni, per la quale "non è sufficiente agire o reagire solo con le forze di polizia occorre ripensare l’impianto normativo e il codice penale: capire che cosa è l’apologia del fascismo, l’aggravante razziale, l’antisemitismo, occorre cultura e educazione alla convivenza". "E’ necessario arginare l’odio dilagante", ha aggiunto Di Segni.  

"La visita del ministro è una tradizione che si rinnova in un momento importante per la storia del nostro paese - ha detto la presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello - Abbiamo avuto occasione per ringraziare il ministro per il lavoro delle forze dell’ordine, che nel quotidiano si preoccupano di tutelare e garantire le istituzioni ebraiche. E stato un incontro cordiale e amichevole". 

"Non siamo solo problema di sicurezza ma una cultura che accresce il significato della presenza del diverso in questo paese , siamo qui da duemila anni", ha aggiunto il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni.