Segre: "Pronta a presiedere commissione contro l'odio"

webinfo@adnkronos.com

"La tentazione di abbandonare il campo ogni tanto si affaccia. Se a quasi 90 anni finisci bersagliata da insulti, sotto scorta, senza più la vita semplice e riservata di prima, credo sia normale chiedersi 'ma chi me l’ha fatto fare?'. Però dura poco, non sono una che si arrende facilmente". Lo dice al 'Corriere della sera' la senatrice a vita Liliana Segre. 

Quindi sarà presidente della Commissione contro l’odio? "Se me la propongono, sono dell’idea di dire sì. Sono stata in dubbio e certo il calendario degli anni non va indietro. Ma io credo in questa Commissione, dunque spero di reggere". A chi paventa il rischio di un "bavaglio", Segre replica: "Mi sembra una barzelletta: 'Qual è il colmo per un’ebrea sefardita? Diventare il capo dell’Inquisizione spagnola'".  

"Ma figuriamoci! -prosegue- Sono arrivati al paradosso -prosegue- di ribattezzarla con tono demonizzante 'Commissione Segre-Boldrini' gli stessi partiti che nella passata legislatura, alla Camera, avevano approva to all’unanimità le conclusioni della Commissione Jo Cox, cioè la vera 'Commissione Boldrini'. Siamo seri. La Commissione che ho proposto non può giudicare né censurare nessuno e non può cambiare le leggi. Si tratta di studiare un fenomeno, di avanzare proposte su un problema per cui tutti, anche gli esponenti dell’opposizione quando parlano a telecamere spente, si dichiarano allarmati. 

Anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni dicono di essere bersagliati dagli 'haters'. "Colgo l’occasione -afferma Segre- per esprimere loro solidarietà. Sarò un’illusa, ma continuo ad auspicare che tutti si uniscano in un impegno bipartisan per prevenire le epidemie dell’odio. Io ho sperimentato i danni che possono produrre".