Segre: sono stupita, non ci si può dividere contro odio razziale

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Roma, 1 nov. (askanews) - "Pensavo che sulle discriminazioni razziali non ci fossero margini per i distinguo. Il razzismo non è una cosa su cui si può discutere, avendolo provato sulla mia pelle. Ma evidentemente i tempi sono cambiati. Oggi sono morti i carnefici e pure le vittime. La storia si può riscrivere". E' il commento amaro della senatrice a vita, superstite del campo di sterminio nazista di Birkenau al mancato voto bipartisan da parte del Senato sulla istituzione della commissione contro il nuovo odio e violenza razziale da lei proposta che ha fatto registrare l'astensione del centrodestra.

"Il mio - ha sottolineato Segre, oggi intervistata su diversi quotidiani- era un appello etico che parlava alle coscienze, alle anime e ai cervelli dell'intero ceto politico italiano, senza distinzione tra destra e sinistra. Davo per scontato che il Senato l'avrebbe accolto come si accoglie un principio fondamentale di civiltà". Ed invece c'è stata a sorpresa l'astensione delle opposizioni di destra che ha determinato nella sentrice a vita 89enne: stupore. Un profondo senso di stupefazione come difficilmente ci si può sorprendere alla mia veneranda età".

Segre, inoltre, con l'occasione rende pubblica una lettera da brividi scritta a una ignota coetana compagna di prigionia mai più rivista dopo Birkinau con la quale unico mezzo di comunicazione furono versi in latino antico sull'elogio della propria terra. "Visto che l'opposizione pensa che non mi occupi di patria e famiglia - dice in risposta alle ragioni per l'astensione addotte da Matteo Salvini e Giorgia Meloni- questa pagina dimostra che già nel lager amavo la mia patria che pure mi aveva mandato là..."