I segreti e la storia della Reggia di Versailles da Re Luigi XIV a Jeff Koons

Di Vittoria Meloni
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Photo credit: © Château de Versailles (dist. RMN–Grand Palais)/ Christophe Fouin
Photo credit: © Château de Versailles (dist. RMN–Grand Palais)/ Christophe Fouin

From Harper's BAZAAR

Versailles nacque come un semplice casino di caccia, un luogo pensato da Luigi XIII per rilassarsi e svagare la mente. Pochi lo sanno, ma a renderla una vera e propria residenza fu il posteriore l'intervento di Luigi XIV, che nominò Le Vau primo architetto di palazzo e al quale affidò importanti lavori come gli appartamenti reali e la facciata che dà sul giardino (ancora oggi conosciuta come Le Vau’s Envelope). Qui, il sovrano innamorato dei grandi spazi aperti che circondavano il castello, trasferì la sua Corte e il governo nel 1682, destinando la Reggia a diventare il centro della vita sociale. La Galleria degli Specchi incantava i visitatori mentre i lavori per la Royal Opera House promettevano presto il teatro più grande di Francia. Quest'opera, particolarmente cara al sovrano verrà tuttavia completata sotto il regno del figlio, Luigi XV che a Versailles non passò molto tempo ma portò comunque avanti i progetti del padre.

Photo credit: © Assouline
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Fu proprio all'interno della Royal Opera House, che si svolse il matrimonio di un altro sovrano che in vita fu particolarmente legato alla Reggia. Si trattava del monarca Luigi XVI che qui convolò a nozze nel 1770 e visse per molti anni con l’Arciduchessa Maria Antonietta. In questa residenza i due trascorsero periodi felici, tra visite di stato e grandi balli. Maria Antonietta si occupò dei giardini che curò con grande interesse insieme al Petit Trianon, un castello dentro al castello costruito per Madame de Pompadour e poi Madame du Barry, che la sovrana aveva ricevuto come dono di nozze. Ma arrivò presto la Rivoluzione Francese e Versailles, simbolo inconfutabile del potere dell’Ancien Régime attraversò fasi complesse, alcune delle quali lasciarono segni visibili (come la sparizione di moltissimi dei pezzi d’arredo originali e quadri). Solo nel 1837 Luigi Filippo decise di trasformarlo nel museo delle glorie di Francia, dopo aver finanziato un restauro affidato all'architetto Pierre Fontaine che riportasse il palazzo alla gloria originale.

Photo credit: © Château de Versailles (dist. RMN–Grand Palais)/ Christophe Fouin
Photo credit: © Château de Versailles (dist. RMN–Grand Palais)/ Christophe Fouin

Nel corso degli anni molti personaggi noti sono passati da Versailles: la Regina Vittoria fu ospite della Reggia nel 1855 e in occasione di questa visita fu dato uno spettacolare ballo con 1.200 invitati, che vide il Principe Albert danzare con l’Imperatrice Eugénie e la Regina Vittoria con l’Imperatore Napoleone III. Ma non solo sovrani, perché se già Mozart bambino aveva suonato nelle stanze del Castello, Fred Astaire si esibì per i soldati americani di fronte all'edificio sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Fu Elisabetta II inoltre a inaugurare nel 1957 la restaurata Royal Opera House, dopo un pranzo sontuoso nella Galleria degli Specchi, mentre John e Jackie Kennedy visitarono la dimora regale nel 1961.

Perfettamente in linea con la sua storia caratterizzata da sempre da un profondo legame con l’arte, ancora oggi Versailles è casa di moltissime opere di arte contemporanea oltre che spazio per mostre di rilievo. Dal 2008 la Reggia invita inoltre un noto artista del secolo ad esporre all'interno e all'estero dell'edificio: Jeff Koons, Xavier Veilhan, Giuseppe Penone, Lee Ufan, Anish Kapoor e Olafur Eliasson hanno tutti lasciato il segno tra le mura e i giardini di questo luogo spettacolare.

Photo credit: © Didier-Saulnier
Photo credit: © Didier-Saulnier

Queste e moltissime altre storie, curiosità e soprattutto scandali di cui sono silenziosi testimoni solo gli scintillanti corridoi di Versailles, sono raccontati nel nuovo volume edito da Assouline. Riccamente illustrato con fotografie d'archivio e splendide immagini storiche, Versailles: From Louis XIV to Jeff Koons (Assouline) narra la vicenda del luogo attraverso la voce di Catherine Pégard, presidente di Château de Versailles, con la collaborazione di Mathieu da Vinha, direttore scientifico del Centro di ricerca Château de Versailles. Il libro viene offerto in un’edizione standard con un paio di guanti bianchi per non rovinare le pagine durante lo sfoglio e in una limitata. Nel caso della seconda, il volume viene consegnato racchiuso in un'elegante custodia a conchiglia di velluto verde con un medaglione dorato, per evocare l'elevata stravaganza della Reggia e il 15% dei proventi della vendita vengono donati direttamente allo Château de Versailles.

Photo credit: VERSAILLES: FROM LOUIS XIV TO JEFF KOONS (Assouline)
Photo credit: VERSAILLES: FROM LOUIS XIV TO JEFF KOONS (Assouline)