"Sei di Fratelli d'Italia" e la cacciano dalla squadra di calcetto

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"Ho ricevuto molte offerte e già martedì prossimo mi allenerò con un’altra squadra". Lo afferma all'AdnKronos Elvira Bello, esponente padovana di Fratelli d'Italia, estromessa da una squadra femminile di calcio a 5 per la sua appartenenza politica. "E' una discriminazione odiosa, se fosse successo a qualcuno di un altro partito mi darebbe fastidio lo stesso – aggiunge - lo sport è sport e la politica è politica. Da parte mia non c’è mai stata una parola scorretta o un gesto di offesa. Sono anche una mamma e spero che non succeda lo stesso a qualche ragazzino".  

Bello riferisce che la sua esclusione dal team è stata confermata. “E comunque, certo non torno in un gruppo che non mi vuole. E poi nel loro statuto si parla tanto di inclusione ma dove è l’inclusione nei miei confronti?”.  

Intanto sul caso Giorgia Meloni ha annunciato che FdI presenterà un’interrogazione. "Sono scandalizzata dalla notizia dell’esclusione di Elvira Bello, presidente del circolo di Fratelli d’Italia di Cadoneghe in provincia di Padova, dalla squadra di calcio a 5 nella quale giocava. Elvira è stata cacciata e messa alla porta perché le sue idee e il suo impegno politico sono stati giudicati incompatibili con gli 'intenti sociali' dell’associazione", scrive Meloni su Facebook. "Se l'ASD Quadrato Meticcio vuole fare un circolo politico, è libera di farlo ma non può godere dei vantaggi fiscali riconosciuti dalla legge a chi pratica sport. Faccia pure il torneo dei centri sociali d’Italia se ci tiene. Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione al Governo su questa vergogna e chiede al CONI di intervenire subito per ribadire che nel mondo dello sport non c’è nessuno spazio per la discriminazione", aggiunge. 

“Penso sia un’iniziativa non a favore mio ma di tutti quanti, perché quello che mi è accaduto non deve succedere a nessuno” conclude Bello.  

A prendere una posizione è anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "In merito alla notizia, appresa dagli organi di informazione, relativa all'esclusione di una calciatrice da parte di una società padovana per ragioni di natura politica, ritengo doveroso ricordare che tale circostanza si pone in palese antitesi con i valori ineludibili dello sport, in ogni sua declinazione"."Il nostro movimento, da sempre sinonimo di fratellanza e condivisione, riconosce la centralità dell'inclusione come pilastro non negoziabile e non si presta a strumentalizzazioni di natura ideologica che tendono a minare l'autenticità del nobile messaggio che da sempre lo caratterizza", conclude il n.1 del Coni.