Selfie di maestre nude davanti scuola: la provocazione del "Banksy torinese"

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Le tre stampe sono state affisse tra un "triangolo" di scuole
Le tre stampe sono state affisse tra un "triangolo" di scuole

Il tema del revenge porn continua a tenere banco a Torino e dintorni dove qualche settimana fa il caso della maestra d’asilo licenziata dopo la diffusione di alcuni contenuti osè ha fatto discutere. Nei giorni del processo per il licenziamento in tronco della maestra è stato Andrea Villa, autoproclamatosi il “Bansky torinese”, a provocare la città con tre stampe affisse nella notte tra piazza Zara e corso Sicilia.

Tre selfie di donne nude, tre maestre non riconoscibili sono le protagoniste del manifesto fake dell’artista che, con l’hashtag “Teachers do sex”, ha dato il via ad una campagna per sensibilizzare sul tema del revenge porn: “Ho chiesto a tre insegnanti delle elementari di inviarmi dei loro selfie senza veli, come se dovessero mandarli ai loro fidanzati. Poi li ho stampati ed affissi per strada. I loro corpi sono stati esposti al pubblico, così come nel revenge porn l'intimità viene violata e lasciata al pubblico ludibrio”.

VIDEO - Cos’è il revenge porn

“È un progetto che vuole mettere in luce il problema del revenge porn e della discriminazione di genere. Molto spesso le donne vengono giudicate per la loro vita sessuale privata. Nel mondo dell'istruzione primaria vige l'ipocrisia che una donna non possa avere una sessualità, e le donne sono de-sessualizzate come individui” ha spiegato Villa. I tre manifesti sono stati affissi nelle vie in cui sorgono l'asilo nido “Le Coccinelle”, la materna “Borgnana Picco” e la scuola elementare “Parato”.

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Villa ha poi aggiunto: “Spero di poter sensibilizzare con questa affissione sui pregiudizi sociali che affliggono da tempo la percezione della sfera privata femminile”.