Sempre dentro la Storia, la regina Elisabetta sarà testimonial contro i no-vax

Giuseppe Fantasia
·Journalist
·2 minuto per la lettura
LONDON, UNITED KINGDOM - NOVEMBER 08: (EMBARGOED FOR PUBLICATION IN UK NEWSPAPERS UNTIL 24 HOURS AFTER CREATE DATE AND TIME) Queen Elizabeth II attends the National Service of Remembrance at The Cenotaph on November 8, 2020 in London, England. Remembrance Sunday services were substantially scaled back today due to the current restrictions on gatherings, intended to curb the spread of covid-19. (Photo by Pool/Max Mumby/Getty Images) (Photo: Pool/Max Mumby via Getty Images)
LONDON, UNITED KINGDOM - NOVEMBER 08: (EMBARGOED FOR PUBLICATION IN UK NEWSPAPERS UNTIL 24 HOURS AFTER CREATE DATE AND TIME) Queen Elizabeth II attends the National Service of Remembrance at The Cenotaph on November 8, 2020 in London, England. Remembrance Sunday services were substantially scaled back today due to the current restrictions on gatherings, intended to curb the spread of covid-19. (Photo by Pool/Max Mumby/Getty Images) (Photo: Pool/Max Mumby via Getty Images)

A 94 anni compiuti, è ancora lei il pilastro di un Regno Unito nell’era Brexit e di Boris Johnson e continua ad esserlo anche in questi giorni, pronta a testare da testimonial, in settimana, assieme a suo marito Filippo, il vaccino Pfizer-BioNTech contro il Covid, farmaco che ha appena ottenuto il via libera dalle autorità sanitarie britanniche.

D’altra parte il Natale si avvicina anche a Buckingham Palace e gli inglesi, come ogni anno, aspettano il discorso della loro Queen che di regola parla ai sudditi solo in quell’occasione. Soltanto in alcuni casi di rilevanza globale o significativi per l’inviolabilità della monarchia – ad esempio quando scoppiò la Guerra del Golfo nel 1990 o quando morì Diana nel 1997 – Elisabetta II ha fatto un’eccezione. Il 24 febbraio del 1991 si rivolse alla nazione per lodare le sue forze armate mentre il 5 settembre 1997 – per la prima volta nonna e poi regina - si unì al dolore dei nipoti William e Harry e a quello di milioni di persone (miliardi in mondovisione) nel ricordo della “principessa del popolo”. Dallo studio del castello di Windsor, vestita con un abito verde chiaro, ha parlato di nuovo al suo Paese colpito da Coronavirus il 5 aprile scorso, confermando che l’epidemia è “un momento di turbamento che ha causato dolore ad alcuni, difficoltà finanziarie a molti ed enormi cambiamenti alla vita quotidiana”, rassicurando però poi tutti citando una famosa canzone del 1939 di Vera Lynn, divenuta un simbolo di speranza per molti soldati al fronte durante la Seconda guerra mondiale. “Dobbiamo consolarci che mentre potremmo avere ancora molto da sopportare”, disse, “torneranno giorni migliori”, perché “saremo di nuovo con i nostri amici, saremo di nuovo con le nostre famiglie”, per poi concludere con un oramai iconico “We will meet again” (ci...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.