"Senza Green Pass? Ecco la mappa (su Telegram) dei locali che non lo chiedono"

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(Photo: Telegram)
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“Ma qualcuno ha la lista dei posti dove non chiedono il Green Pass?”. “Su Bologna sapete dirmi i locali dove posso entrare senza vaccino?”. Le domande viaggiano su vari gruppi Telegram che raggruppano utenti contrari al pass vaccinale: chi risponde, invita a controllare gli aggiornamenti di un altro canale, quello intitolato “Esercenti No Green Pass”. Conta quasi 20mila iscritti e nel messaggio fissato in alto compare una mappa aggiornata con - si legge - “la lista completa di locali, studi medici, palestre, piscine, bar, ristoranti ed esercizi commerciali su tutto il territorio nazionale che non richiedono Green Pass”.

Creata nell’agosto 2021, la lista - facilmente reperibile anche su internet, senza bisogno di passare dalla piattaforma social - conta attualmente oltre 200 voci e continua a infoltirsi. “Se hai un’attività e vuoi apparire sulla mappa è sufficiente che tu scriva un messaggio linkando il tuo link profilo e riportando la parola chiave ‘adesione’”, si legge sempre nel gruppo Telegram, “Potrai sempre essere eliminato successivamente in qualsiasi momento a tua richiesta, riportando la parola chiave ‘abbandono’”. Gli amministratori avvertono: i locali presenti sono stati verificati, ma è bene sempre telefonare preventivamente.

Alcuni esercizi, infatti, prendono le distanze: citati nella mappa, sostengono di non saperne nulla. “Quella lista lì era la lista vecchia di IoApro”, racconta un’esercente milanese a RaiNews: il riferimento è al movimento di protesta dei gestori nato con le prime restrizioni imposte ai locali per cercare di contenere la diffusione del Covid, prima ancora che il Green Pass nascesse. La lista degli esercenti che hanno aderito a IoApro era pubblicamente visibile su un gruppo Facebook: se il gruppo Telegram in questione avesse attinto da quella lista, sono inconsapevolmente finiti nella mappa anche locali che non hanno preso posizioni così radicalizzate.

Ci sono eccezioni, dunque, ma la mappa ha una sua funzionalità. Lo ha dimostrato il programma Zona Bianca, che ha provato a chiamare alcuni di questi locali per prenotare un tavolo, specificando al telefono di non essere in possesso della certificazione verde. I numeri interpellati lasciavano intendere che posto ci sarebbe stato: se ci dovessero essere controlli rischiamo noi e voi, per noi va bene.

Con l’entrata in vigore del Super Green Pass a partire dal 6 dicembre, in zona bianca e gialla la consumazione al banco e al tavolo (all’aperto) in bar e ristoranti è consentita in zona bianca e zona gialla senza green pass. In zona arancione, le stesse attività sono consentite solo ai possessori di Super green pass. Al chiuso, la consumazione al tavolo è consentita solo a chi ha il Super green pass a prescindere dal colore della zona. Chi, senza avere il super green pass, entra nei luoghi dove è previsto rischia la multa da 400 a 1.000 euro, gli esercenti rischiano le stesse multe per mancato controllo e la chiusura fino a dieci giorni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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