Senza il Mes mancano i soldi in cassa

Carlo Renda
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Roberto Gualtieri (Photo: ANSA)
Roberto Gualtieri (Photo: ANSA)

Servono soldi in cassa subito e il Mes è la via più conveniente. Questo è il messaggio che ha consegnato Roberto Gualtieri ai capi delegazione della maggioranza, prima del Cdm che ha dato il via libera allo scostamento.

Il Sole 24 Ore riporta il pensiero del ministro dell’Economia, che premer sui fondi europei per la sanità dopo il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha quantificato in oltre 20 miliardi il fabbisogno per una ristrutturazione del servizio sanitario nazionale all’altezza dell’era Covid. Con altri 25 miliardi di deficit, ha spiegato Gualtieri, il Mes diventa decisivo per evitare problemi alle casse dello Stato. Se il titolare dell’Economia punta ad attivarlo per coprire uscite già in bilancio, il ministro della Salute vorrebbe utilizzarlo per nuove spese per la sanità.

Le polemiche scatenate dalle dichiarazioni riportate dal Sole 24 ore portano a una, al dire il vero tardiva, rettifica da parte del Ministero dell’Economia. “In merito ad un retroscena del Sole24 ore ed alle strumentalizzazioni politiche che ne sono conseguite si precisa che il ministro Gualtieri non ha mai pronunciato le parole attribuitegli dal titolo del quotidiano e che ovviamente per il bilancio dello Stato non esiste alcun problema di cassa”.

Sulla questione Mes, dentro il Pd, Italia Viva e Leu i ministri fanno breccia, ma il problema restano i 5 stelle. Lo dimostra anche un voto di ieri all’Europarlamento, in cui la maggioranza si è divisa e M5S si è trovata a votare insieme alla Lega. Al tavolo, prosegue il Sole, il capo delegazione M5S Alfonso Bonafede avrebbe chiesto di rimandare la discussione perché “oggi stiamo festeggiando il Recovery Fund”.

Preme perché l’Italia attivi il Mes anche Paolo Gentiloni, commissario Ue all’Economia. “I fondi arriveranno nella seconda metà del 2021, l’Italia prenda il Mes, conviene” è la sua indicazione, in un’intervista alla Repubblica. “Le erogazioni del Recovery - evidenzia Gentiloni - inizieranno nella seconda parte del 2021 ad eccezione di un 10% che verrà anticipato con l’approvazione del Piano. Prima dobbiamo aspettare il percorso di ratifica dei parlamenti, quindi dovremo riuscire a rispettare il calendario con l’approvazione dei Piani di riforme dei singoli paesi entro aprile e andare sui mercati con titoli europei comuni. C’è una terza sfida decisiva, anche se successiva: dovremo essere in grado di approvare nuove risorse proprie dell’Unione, come la digital tax e la tassa sulle emissioni di CO2, per rimborsare il debito comune tra il 2026 e il 2056. In caso contrario, i singoli paesi si ritroveranno a dover restituire i soldi perché l’Europa non è stata capace di rimborsare il debito comune”. E, in attesa dei fondi, sulla possibilità e sul consiglio al governo di accedere ai 36 miliardi del Mes, Gentiloni risponde: “Il pacchetto è composto da 390 miliardi del Recovery di aiuti a fondo perso, 360 miliardi di prestiti sempre del Recovery e poi dai crediti agevolati del Mes e di Sure, rispettivamente fino a 240 e 100 miliardi. In tutto 700 miliardi di prestiti. Se c’è un Paese in Europa che può trarre vantaggio da questi prestiti è l’Italia e all’interno di questo pacchetto uno strumento è già disponibile, ovvero il Mes. Abbiamo eliminato dalle sue linee di credito le vecchie condizionalità macroeconomiche e ora è chiaramente vantaggioso per un Paese con i tassi di interesse come quelli italiani. Ma la decisione ovviamente non si prende a Bruxelles” chiosa Gentiloni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.